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giovedì 11 settembre 2014

Esperienze londinesi

È arrivato forse il momento di tirare le somme. Dopo la prima panoramica e gli zoom su mercati, sulla Tate modern, sul Giappone (a Londra), sulle scoperte del British Museum,  vorrei ora dirvi le mie impressioni nell'incontro con la capitale inglese:

-gli inglesi sono più civili di noi. Sì, è così. In tutte le situazioni che lo richiedono fanno spontaneamente file che rendono l'attesa meno fastidiosa; assistono a concerti di musica classica con compostezza ma anche in modo assolutamente informale, in jeans e maglietta e partecipando con applausi e incitamenti allo spettacolo; ti chiedono di cosa hai bisogno se ti vendono armeggiare con una mappa; ti aiutano con le valigie se le stai trascinando in metro; ti dicono sorry anche se a urtarli sei stato tu...




-ci tengono tantissimo a valorizzare la memoria storica che li ha preceduti, ma anche figure sconosciute che hanno lasciato una traccia seppur piccola: a loro dedicheranno una targa, una panchina in un parco o in una piazza




-valorizzano anche quello che non è appartenente alla loro tradizione. Il Victoria & Albert Museum mi ha stupito per la congerie di oggetti, per il numero di reperti anche non preziosissimi (penso alla galleria del ferro battuto) e per la capacità di dare una degna cornice a tutto. Ho osservato, per esempio i tipici pozzi veneziani e altre testimonianze della nostra bella e scalcagnata Italia, che invece sperpera quello che ha.



-c'è vita. Sì, nel senso che se esce un timido spicchio di sole, sono tutti al parco. E se pioviggina, aprono l'ombrello ma restano sul prato. La mattina li vedi incamminarsi indaffarati con il bicchierone di caffè in mano, a tutte le ore li scorgi chiacchierare, lavorare al computer, sorseggiare una bevanda nei caffè, di sera ogni luogo si popola di gente che vuole stare insieme. E in ogni quartiere c'è molto da fare, molte cose da scegliere e di tutti i tipi. Ai miei occhi è grande la differenza con l'aria stantìa di decadenza che respiro dalle mie parti.

lunedì 8 settembre 2014

Il Giappone a Londra

Una delle mie passioni è la cultura giapponese (qui vi spiego perché).
Mi piace cercarla nei luoghi che visito. A Londra se ne trovano diverse testimonianze:
-quella forse più conosciuta, del Kyoto Garden in Holland Park (la foto in basso alla vostra sinistra)



-nello stesso luogo un'ala è stata aggiunto da poco: il Fukushima Garden, donato dallo stato nipponico in ringraziamento per il sostegno fornito dai londinesi in occasione dell'ultimo incidente nucleare
-angoli meno conosciuti, ma non per questo meno commoventi, un albero piantato in memoria di Hiroshima, in Tavistock Place, la piazza tristemente nota per l'attentato al bus del 7 luglio 2005 (qui infatti c'è anche il memoriale delle vittime)
-nei musei: al British Museum e, soprattutto, al Victoria & Albert Museum
-a Londra potrete anche fare un'esperienza culinaria del Giappone: in questo post qualche consiglio, per un livello più low cost, qui
-e poi, se andate alla National Gallery vedrete un tipico ponte giapponese attraverso gli occhi di Monet:





venerdì 5 settembre 2014

Londra: mercati

Quando da piccola vedevo il film disneyano Pomi d'ottone e manici di scopa immaginavo con le mie sorelle di andare un giorno al mercato di Portobello road e risuona nelle mie orecchie l'allegro ritornello Portobello road, Portobello road, quante stupende ricchezze ci son...



Esilarante la scena in cui i due protagonisti, con i tre fratellini sfollati da Londra per sfuggire ai bombardamenti della Seconda Guerra mondiale, si sistemano sul letto e il piccolo, facendo ruotare il pomo d'ottone, li porta volando proprio nel bel mezzo del mercato!
E le stupende ricchezze miste a chincaglieria e a oggetti di tutti i generi ci sono veramente!


Teiere, libri, soldatini, argenterie varie, bottoni, gioielli antichi e nuovi, cibi golosi...

Insomma, dal mercato di Portobello bisogna passarci! (attenzione: è solo nel week end)

Se avete una domenica da passare a Londra, potete invece spaziare in alcuni mercati meno frequentati da turisti e più da locali, che non vi lasceranno insoddisfatti. Un tripudio di fiori e colori in Columbia road (solo la domenica mattina) e poi, proseguendo, il susseguirsi di artigianato e vintage di Brick Lane (sempre di domenica mattina), dove ci siamo fermati a gustare i famosi beigels farciti a scelta (dolce o salato) del forno Beigel Bake, aperto 24 ore:




Se avete ancora la disponibilità delle vostre gambe, potete spingervi fino ai mercati coperti di Old Spitafields Market, che è specializzato sull'artigianato.

Alcuni links utili:

martedì 2 settembre 2014

Londra: incontri e scoperte

Londra è un'infinita sollecitazione per lo sguardo: gli occhi curiosi si posano su tipi strani, su animali vivi e non, persino su piedi interessanti!


Quando si visita un museo immenso come il British Museum, il rischio è quello di non guardare nulla, ma di fare un'indigestione di mille immagini senza trattenere alcuna emozione. Ma poi, basta soffermarsi. E vedi un particolare, un'espressione, uno sguardo proveniente dalla profondità dei secoli, che sembra volerti dire qualcosa. Forse un grido soffocato o un avvertimento accorato: non perdere il tuo tempo! Tutto finisce ingoiato dalla macchina tritatutto del tempo che scorre inesorabilmente. Non perdere il tuo tempo!

Anche la varietà degli incontri con gli animali ti lascia stupito: sei in una città enorme, densa di popolazione, folle e grattacieli e poi ti basta girare l'angolo e sei immerso nel verde di un parco meraviglioso. Là puoi incontrare anatre, pellicani, pavoni e persino scoiattoli che, abituati alla presenza umana, ti si arrampicano sulle gambe!



Ma Londra ti fa incontrare anche gatti egizi, statue di galli blu e cavalli bianchi e persino dinosauri!

giovedì 28 agosto 2014

Londra: percorsi alla Tate Modern

Entrare alla tate Modern è già un'esperienza surreale: sei in una centrale elettrica ristrutturata per accogliere esposizioni artistiche, permanenti (gratuite) e temporanee (a pagamento), e senti in sottofondo il rumore basso delle turbine ancora in funzione. La disposizione negli spazi delle opere ti costringe a riconsiderare i tuoi punti di vista: dell'arte e della bellezza.
Le tele e le installazioni sono raggruppare secondo un criterio tematico. Basta seguire il filo del discorso e ti ritroverai ad apprezzare l'arte più strana:


Forme essenziali, oggetti e materiali tra i più disparati, persino un motore glitterato e un bicchiere. Ma anche, perché no, una scarpa da ginnastica dimenticata tra cubi colorati.
Poi, può anche accadere che il filo del discorso ti porti a ripensare alla tua esperienza, alla maternità e alle gioie e dolori ad essa connaturati. Scorgi una piccola minuscola creatura nel grembo della madre e partecipi al pianto disperato di una donna che ha perso suo figlio, mirabilmente ritratta da Picasso:


Sito della Tate modern: a proposito, se andate a Londra prossimamente non perdetevi i Cuts-out di Matisse (ma solo fino al 7 settembre).

martedì 26 agosto 2014

Appena fuori Londra: Hampton Court Palace

Se nel vostro soggiorno a Londra avete del tempo per fare una breve gita fuori porta, non perdetevi Hampton Court Palace, la reggia voluta da Enrico VIII.
Farete un viaggio molto interessante nella vita quotidiana di questo castello, entrerete nelle cucine, negli indaffarati uffici che amministravano l'ambaradam di merci e pietanze che entravano e uscivano incessantemente, i più piccoli potranno indossare vesti in tema e saranno guidati in divertenti attività adatte a loro:


E poi, last but not least, uscirete a riposare e, se volete, a pranzare, negli splendidi giardini:



Difficile inquadrare il complesso personaggio di Enrico VIII, conosciuto per il divorzio dalla prima moglie Caterina e per il nuovo matrimonio con Anna Bolena, non concesso dal Papa e che pertanto diede inizio allo scisma anglicano. Questo antipapista anche dopo lo strappo dalla chiesa romana, continuò a partecipare ogni giorno alla S. Messa e volle sul suo stemma la frase Dieu est non droit, Dio è il mio diritto: sapeva bene che il suo scettro era inferiore a quello divino.
Difficile anche descrivere appieno la bellezza, la pace, la varietà dei giardini: curati da solerti giardinieri (li abbiamo visti all'opera), popolati da animali meravigliosi, offrono a chi vuole lo spazio immenso per un pic nic d'eccezione o per un riposino regale.

Sito di Hampton Court Palace (compreso nel London Pass, ma anche in un biglietto cumulativo con altri palazzi reali).

domenica 24 agosto 2014

Itinerari a Londra: per iniziare


Se dovessi suggerire a chi va a Londra per la prima volta un itinerario panoramico per farsi un'idea della città e cominciare a gustarne la magica atmosfera, direi sicuramente di iniziare da Southbank. Si può scegliere di attraversare il Tamigi da Westminster o da Hungerford Bridge (le arcate moderne che vedete nella foto), ma il risultato sarò comunque una bella passeggiata e delle vedute panoramiche dell'altro lato del fiume che offrono una visuale privilegiata sulle mete più conosciute e sullo skyline della città:


incontrerete le zone vivaci e sempre affollate del Southbank Centre, passerete accanto ai ponti più centrali, attraverserete allegri spiazzi come Gabriel's Wharf, vedrete la Tate Modern, lo Shakespeare's Globe, la scheggia in vetro dello Shard e poi la zona più in penombra della prigione medievale.

Un altro modo per sfruttare bene il tempo a disposizione è fare il London Pass, abbonamento che permette l'ingresso alle attrazioni a pagamento più visitate in città. Noi lo abbiamo fatto per tre giorni (c'è anche la formula per uno o sei giorni) e possiamo dire che la scelta ha i suoi pro e i suoi contro. Per i pro:
-permette di avere uno sconto sull'ingresso piuttosto esoso di molte attrazioni imperdibili (come Westminster Abbey, Tower of London, Windsor, Hampton Court...)
-la promessa è quella di saltare completamente le file
-costringe a ottimizzare il tempo a disposizione visto che si tratta di un abbonamento che scade
Per i contro:
-lo sconto non è una gran cifra
-le file ci sono lo stesso anche se in misura molto minore (c'è la fila prioritaria del London pass e quella dei "comuni mortali" che è moooolto più lunga
-alcune attrazioni ne sono escluse (St. Paul, il Museo delle cere di Madame Thussaud - se interessa -, il London Eye)
-costringe a correre un po', bisogna dirlo. Altrimenti non si sfrutta a pieno.


Detto questo, alla fin fine, se non avessimo avuto il London pass alcune cose forse non le avremmo viste e vi avremmo rinunciato scoraggiati dal ticket di ingresso: lo Shakesperare's Globe per esempio, i Kew Gardens e Hampton Court Palace. E sarebbe stato un vero peccato!

lunedì 11 agosto 2014

Victoria & Albert

Rileggo con sguardo critico e ottimizzatore il programma del prossimo viaggio per Londra e incontro più volte i nomi della regina Vittoria e del consorte Alberto.



Si amavano? Il loro era vero amore? La collezione del Victoria & Albert Museum è il frutto dei loro viaggi e delle loro conoscenze?
Li osservo nelle fotografie d'epoca e mi appaiono intabarrati in abiti pomposi, con espressioni innaturali che non lasciano trasparire la realtà dei sentimenti e dei legami:


Lei, regina per un sessantennio tanto da dare la definizione di vittoriana all'epoca che la vide regnare, figlia unica nasce a Kensington Palace nel 1819. Forse le motivazioni che spingono Alberto a sposarla non erano limpide e disinteressate, ma il loro matrimonio è stato felice comunque.
La regina amava l'Irlanda, di cui affronta l'oscuro periodo della Grande Carestia, coinvolgendosi personalmente. Alla morte del principe consorte, nel 1861, entra in uno stato di lutto permanente da cui non si risolleva più. Vivrà quasi solo nelle residenze in campagna, interessandosi di botanica, cani e arti manuali.
Introdusse il trasporto ferroviario e il francobollo.
A lei sono dedicati uno stato in Australia, il lago Vitttoria e le omonime cascate, oltre che diverse città nel mondo. Molteplici i monumenti da Buckingham Palace all'India.
Il Victoria & Albert Museum mi incuriosisce molto: è un museo ed è anche il frutto del lavoro del principe consorte che trasformò la raccolta per l'esposizione universale in una collezione permanente e immensa. Andrò anche all'Albert Memorial e alla Royal Albert Hall e vi dirò cosa vi ho trovato, se dietro le facciate ornamentali e la ricchezza dei beni conservati  si percepisce una traccia del legame che in qualche modo li ha generati.

sabato 26 luglio 2014

#viaggionellarte Van Gogh alla National Gallery


Dall'Autoritratto con orecchio bendato, passando per i due paesaggi Fattorie vicino Auvers e Campo di grano con cipresso fino a una delle versioni de I girasoli e a La sedia. Sono questi i dipinti di Van Gogh che vorrei osservare con la giusta attenzione alla National Gallery.

I girasoli sono tra le opere più conosciute non solo di Van Gogh ma della storia della pittura in generale, nel merchandise e nelle riproduzioni. Essi rappresentano un'esplosione di luce e di gioia nella pittura dell'artista, che aspettava con ansia l'arrivo dell'amico Gauguin ad Arles. 
Potremmo dire il sabato del villaggio di Van Gogh, quello in cui il cuore pregusta la festa che deve arrivare. 
La firma del pittore è posta sul vaso solo come nome di battesimo, proprio come per i grandi del passato (Leonardo, Michelangelo...). "Il girasole è mio, in un certo senso", scrive Van Gogh al fratello Theo. E in effetti oggi è forse il soggetto che più facilmente si collega a lui. Particolare la tecnica usata dall'artista e detta ad impasto solido: il pittore preleva il colore in abbondanza e lo stende laccando stratificazioni e grumi, conferendo alla tela un aspetto materico tale da poter essere paragonato a un bassorilievo.

Ma l'allegria dei girasoli finì in tragedia e l'attesa dell'amico fu tradita: tra litigi e alterchi si arrivò all'autolesionismo per gelosia. Van Gogh si tagliò l'orecchio e lo portò alla prostituta con la quale Gauguin passava il suo tempo.

lunedì 14 luglio 2014

#viaggionellarte Monet alla National Gallery


Alla National Gallery Monet è ben rappresentato. I dipinti presenti sono significativi e affascinanti. Io ho scelto questi quattro, nell'ordine Il Canal Grande, Lo stagno delle ninfee (una delle tante versioni), Le bagnanti della Grenouillère, Scena innevata ad Argenteuil. 
L'Impressionismo che oggi tanto piace a cultori dell'arte e non al suo apparire fu considerato  in termini dispregiativi, una tecnica e un modo di dipingere che non rispettava i canoni tradizionali, le regole non scritte del disegno artistico. Il disegno appunto. Senza l'impalcatura solida del disegno e delle linee ben tracciate i dipinti degli impressionisti apparivano abbozzi non finiti. Il pittore tradizionale partiva dal disegno, non dipingeva dal vivo, al massimo schizzava delle linee e poi lavorava nella sua bottega. Tutto il contrario degli impressionisti, che invece dipingevano dal vero, cercando di cogliere il modo in cui finiti. 
Ecco il motivo per cui Monet, come altri pittori della stessa corrente, sceglieva spesso un soggetto che dipingeva in diverse ore, in diverse situazioni per cogliere le sfumature. Chi conosceva il pittore sapeva di poterlo trovare all'aperto, en plein air, con qualsiasi condizione meteorologica e a qualsiasi ora del giorno. Il soggetto delle ninfee per esempio è ritratto in modi diversi, cogliendo sempre i cambiamenti di colore e dei riflessi nell'acqua. Pure la Grenouillère, ristorante sulla Senna, è stato ritratto diverse volte da Monet e da altri artisti. Ritroviamo anche in questo quadro l'osservazione dei riflessi sull'acqua del fiume. Soggetto acquatico anche nel quadro sul Canal Grande di Venezia, che mette in evidenza un'altra caratteristica di Monet, non scegliere mai colori puri per le sue pennellate. Ciò è particolarmente evidente nel quadro con la scena innevata: a osservarlo bene il bianco non è mai solo bianco.

Itinerari di mezza giornata a Londra

Ottimizzare il tempo, quando si va in una grande città, è fondamentale. Del resto, è bello anche perdersi passeggiando. Per questo se non disdegno la metro (anzi! Spesso è l'unico mezzo che ti permette di trovarti a destinazione senza inutili scarpinate), una volta sul posto si deve avere il coraggio di camminare, anche a zonzo. Per questo mi piacciono molto i consigli sugli itinerari a piedi, che raccolgo qua e là sul web e sulle guide.

Per Londra, la mia prossima meta di vacanza, ho trovato questi (che ho arricchito con appunti personali):

-Southwark e South Bank: Southbank Centre, BFI sotto le arcate del ponte, di fronte il National Theatre, più avanti il Waterloo International Terminal, Gabriel's Wharf, OXO Tower, Blackfriars Bridge (nei pressi, su Fleet St. la chiesa di St. Bride), in 52 Hopton St. Fouders Arms Pub, Tate Modern, Millennium Bridge (St. Paul Cathedral) –The Shard -Sheakespeare's Globe Theatre-Vinopolis e dintorni (Golden Hinde, Southwark Cathedral), Duke st. e Tooley st., Hay's Lane fino a Hay's Gallery, HMS Belfast, City Hall - Southwark Bridge, in 21 Park St. Anchor Pub- Jubilee Gardens Queen's Walk verso Tower Bridge. Si può attraversare e recarsi a St. Katherine Docks (pub Dickens Inn e Anchor Tap)

-Kensington &Chelsea: da Kensington rd. entrare in Kensington Church Walk; da Cromwell rd. fino a Brompton rd. (87-135 Harrods, 211 Octavia Found. Charity shop), dirigendosi verso Sloane sq. osservare Caldogan Estate, Holy Trinity Church, percorrere Lower Sloan St. fino a Royal Hospital rd., ingresso nell'ospedale, poi Renelagh Gardens, Tite St., scendere verso il Tamigi per Cheyne Walk, prendere Old Church St, con la sua chiesa (corpo di Tommaso Moro), King's rd. Albert Bridge

-Passeggiata panoramica: Londra reale: Piccadilly st. (al 187 Hatchard Books) - St. James sq. (Saint James Church mercato 10-18; London Library al 14) Burlington Arcade- passare sotto Admiralty Arch, percorrere il Mall (R 153), St. James Sq., Duke of York St., Jermyn St., Saint James St., (in fondo Saint James Palace e Clarence House, al 3 Berry Broth. & Rudd cantine antiche, al 7 Pickering pl. cortile) Green Park - Buckingham Palace Gardens e per Saint James Park, Westminster Cathedral (9,30 -17,45 e nei we 18,45)- poi la Londra politica Houses of Parliament e Big Ben – Borghesi di Calais – Saint Margaret Church (9,30-15,30) attraversare Westminster Bridge.

-Visita della Westminster Abbey (9 i chiostri; 9,30-16,30, merc 19, sab fino alle 14,30, calcola 2 ore - audioguida) con i giardini (Garth, Little Cloisters e College Garden: per raggiungere quest'ultimo entrare nel Dean's Yard e nei Little Cloisters nei pressi di Great College st.)

-Covent Garden: The Strand (Savoy e Simpson's, al 79 Stamp center francobolli, al 216 Twinings e al 339 Stanley Gibbons negozio filatelia, al 441 Paperchase, al 460 The Royal Court of Justice); dirigersi per Victoria Enbankment a Charing Cr. (librerie: Koenig 80, 113 Foyles, Murder one)- Neal's Yard: Mercer st. fino alla piazzetta, poi imboccare Short Gardens fino al negozio Benefit, di fianco c'è la traversa (al 13 Homeslicepizza)- Monmouth st. (27 Monmouth coffee, 38 Fifi Wilson, 44 Tatty Devine bijoux) e Seven Dials- Neal st. (Food for tought o Maison Malinowski Brasserie, 15 The Tea House, 47 Endell st. The rock and sole plaice fish&chips)- su St. Martin's Lane Cecil Court via caratteristica - Covent Garden piazza (al 13 Paperchase; dentro il mercato coperto Shake Shack; dietro la chiesa di St. Paul bel giardino pacifico, Bedford st.)– su 10 James st. Nag's Head (fish e chips) - Shaftesbury ave (179 The Forbidden Planet) - Long Acre (12 Stanfords).

-Passeggiata zona shopping: Oxford st. (14-28 Primark escluso il sabato fino alle 22 M Tottenham Court, al 278 John Lewis, al 311 Uniqlo, 318 Miss Selfridge, al 334 Debenham, al 360 Forever 21, al 385 Boots, al 400 Selfridges reparto cosmetico più grande d'Europa) - da Well st. su Margaret st. si può visitare la bella chiesa di All Saints– Regent st. (su Great Marlborough Street Liberty; sulla traversa Great Castle st. al 36 Topshop e Hamley's, all'84 Uniqlo, al 151 Crabtree and Evelyn, al 158 Anthropologie)
Due deviazioni:
-traversa Princess st. si arriva alla graziosa Hannover Sq., poi Brook st. e South Molton St.; (all'82 di Cleveland St. Fish & Bone fish & chips)
-verso Carnaby st. (al 39 Monki) e da una traversa (Beak st., al 34 Year zero) il cortile Kingly Court.
Poi scendere verso Piccadilly Circus (160 afternoon tea 15-18 da The Wosley, anche solo cream tea con scones, 181 Fortnum & Mason; 203 Waterstone's libri e caffetteria con vista), Charing cross - Oxford St.; poi percorrere Piccadilly st. (187 Hatchard's, 203 Burlington Arcade) poi Old Bond St. (28 Royal Arcade) e New Bond St. (15 Statue; 35 Sotheby's), Green Park, London Ritz, Shepherd Market.
Camden Town: mercato delle pulci (we 10-18 M nera Camden Town), su Camden High St. Inverness st. market, Camden Markets (10-16), poi sul canale Camden Lock Market (10-16; sala da tè Yumchaa), Stables Market il più bello.

-Crociera per Little Venice (M Warwick Ave – con London waterbus 45 minuti da Camden) oppure passeggiata da King's Cross a Paddington Station (Little Venice)

-Hampstead M nera dalla stazione della metro Flash Walk oppure bus 214- New England sq. (Burgh House sala da tè); con il bus 21Kenwood house– Hampstead Heath (High Gardens e Pergola) e Primrose Hill.

-Notting Hill: M Tottenham Court rd. Rossa per Notting Hill Gate - Portobello rd. (13 Hummingbird Bakery cupcakes, 84 Chloe Alberry cianfrusaglie, 138 Gail's panetteria, il market ven e sab 8-18,30 – deviazione per Westbourne Grove, dove al 61 Traid Charity shop) girare a sx per Cambridge gdns. Scendere verso Blenheim cres. (1 Spice shop, 4 libreria Books for cooks; 13 Travel Bookshop quella del film), percorrere le vie parallele: Elgin cres. (11 Mr. Christian da asporto) Lansdowne rd., la Landbroke sq. Gdns. fino a Holland Park (giardini interni: Napoleon gdn, Kyoto gdn)

E voi, ne avete altri da suggerire?


mercoledì 9 luglio 2014

Consigli su Londra



Non ci sono ancora stata!
Però ho studiato, mi sono documentata e ho raccolto e assemblato diversi consigli, dritte e suggestioni che mi piace condividere con voi. Ogni correzione o ulteriore suggerimento è ben accetto.
La maggior parte dei consigli che si trovano sulle guide e sul web riguarda come risparmiare. Per cui da qui comincio:

-per i trasporti ho trovato molto utili questo confronto tra Oyster card e Travelcard e questo

-gran parte dei musei a Londra sono gratuiti (British Museum, Science Museum, Natural History Museum, Victoria & Albert Museum, Museum of London...), ma per le attrazioni a pagamento alcuni amici mi hanno consigliato il London pass, una tessera che permette di pagare in anticipo i biglietti di ingresso con un certo risparmio, ma sopratutto di saltare la fila (funzione Fast track entry)

-per mangiare: un'idea può essere di utilizzare i fast food (Kentucky Fried Chicken – Pizza Hut – Yo Sushi – Chopstix), ma anche i s
upermercati (in ordine decrescente di prezzo, Marks & Spencer – Tesco – Sainsbury's – Budgens), alcuni negozi o catene (Pret-a-manger; Boots; Gregg's; Wagamama; Paul)

-raccolta di ristoranti consigliati per il rapporto qualità-prezzo: 
Kaosarn St. John's Hill (M Clapham junction) per il Pad Thai (noodles + verdure e pollo), Massaman (curry delicato con carne) e Kuay Tiew Tom Yum (polpettine) no carta di credito
Santa Maria 5 St. Mary's rd. (M Ealing Broadway) pizza
Brixton Village Grill 44 Brixton Village, Coldharbour Lane (M Brixton) tutto alla griglia con due contorni a scelta
Bukowski Unit 10 Brixton Market (M Brixton) buonissimi hamburger
Misato 11 Wardour st. Soho (M Leicester sq.) giapponese con Katsu curry, Tempura Udon Soup
Mangal Ocakbasi 10 Arcola st. (M Dalston Kingsland) ristorante turco con carne alla brace
Sutton & Son's 90 Stoke Newington High st. (M Dalston Kingsland o Stoke Newington) fish & chip ottimo anche pesce alla griglia
The Green Papaya 191 Mare st. (M hackney Central o London Fields) ristorante vietnamita per I Bah tom frittelle di gamberie epatate dolci, le zuppe (Pho) e pancake ripieni
Piebury Corner 209 Halloway rd. (M Halloway road) per pie and mash vicino Arsenal Stadium
The Vincent Rooms 76 Vincent Sq a Westminster Kingsway College (M Plimco o Victoria)

-e al pub? si può senz'altro prendere il piatto unico (comprende anche contorno):
The Pineapple 51 Leverton st. a Kentish Town
Dean Swift 32 Lafone st. proprio dietro il Tower Bridge
The Faltering Fullback 10 Perth rd. a Finsbury park
Cittie of York 22 High Holborn (birra Old Brewery)
Ye Olde Cheshire Cheese 145 Fleet st.
Buckingham Arms Petty France Westminster a Victoria (birra Young London Gold)
con vista:
Queen of Hoxton 1 Curtain rd a Shoreditch
Dove 19 Mall Superior ad Hammersmith Bridge

-per godere di una magnifica vista senza un salasso economico: allo Shard prendere l'ascensore gratis fino al 30° piano (vi si trovano bar e ristoranti, magari si può consumare qualcosa al bar) / all'Oxo Tower c'è una terrazza gratuita all'8° piano / dalla collina di Primrose Hill si può vedere l'intera Londra da un prato/ anche Heron Tower su Liverpool st. al 38° piano ha un ristorante panoramico, il Sushisamba.

A presto, con itinerari e altri appunti!




venerdì 4 luglio 2014

#viaggionellarte National Gallery, La cena di Emmaus di Caravaggio


Il dipinto ritrae l'episodio evangelico in cui i discepoli non riconobbero Gesù risorto se non al gesto del benedire il pane. Fino ad allora infatti le fattezze del Risorto, trasfigurate rispetto al momento della morte, non erano state identificate dagli apostoli. Gesù è ritratto con le sembianze del Buon Pastore, senza barba. L'oste rappresenta lo stupore inconsapevole. I gesti dei personaggi introducono e invitano lo spettatore a guardare: il discepolo sulla sinistra mostra stupore nel gesto del gomito sollevato e si protende in avanti, la mano di Gesù si estende in modo enfatico verso l'esterno del quadro e la stessa linea è ripresa dal discepolo a destra, che è identificato come pellegrino dalla conchiglia sul petto. Lo spettatore è esortato idealmente a prendere il posto libero al tavolo, quello di fronte a Gesù.
Notevoli i particolari: la natura morta del cesto di frutta, il pollo, le stoviglie. I significati dei frutti sono tipici dell'iconografia tradizionale: l'uva nera indica la morte, l'uva bianca la resurrezione, il melograno rappresenta Cristo e la mela il peccato. L'ombra del cesto crea un pesce, altro simbolo cristologico.
Una notazione sui colori: il predominare del bianco, verde e rosso allude forse alle tre virtù teologali, La Fede, la Speranza e la Carità.

mercoledì 2 luglio 2014

#viaggionellarte National Gallery, La Vergine delle rocce di Leonardo

Di questo quadro Leonardo dipinse due versioni, una collocata al Louvre, l'altra alla National Gallery. L'ambientazione è dentro una grotta, forse perché la Chiesa per la quale era stata commissionata l'opera sorgeva su un antico cimitero, detto "la grotta".
Il soggetto è presto spiegato: La Vergine abbraccia Gesù che scambia uno sguardo eloquente con Giovannino Battista, accompagnato da un Angelo. Nella versione parigina l'Angelo indica Gesù con un gesto. Qui l'Angelo si limita ad indicare Gesù con lo sguardo allo spettatore.
La composizione segue uno schema piramidale che contiene una serie di rimandi interni di sguardi e gesti che le conferiscono dinamicità.
Diversi particolari appaiono inquietanti: la "rapace" mano di Maria, l'ambientazione ombrosa e umida, l'ambiguo sorriso dell'Angelo.
Da notare la particolare modalità tipica di Leonardo per rendere la prospettiva, detta aerea: man mano che gli oggetti si allontanano vengono resi con uno sfumare dei colori che sembrano avvolti da una foschia azzurrognola. 
Anche le ricerche naturalistiche di Leonardo trovano rappresentazione nella cura dei dettagli delle rocce, dei fiori, delle foglie, dei muschi.

lunedì 30 giugno 2014

#viaggionellarte National Gallery, Gli ambasciatori di Holbein


Il dipinto (1533), molto grande (2,06 m x 2,o9 m), è un doppio ritratto di due ambasciatori insieme a molteplici oggetti evocativi. In primo piano un oggetto anamorfico, cioè distinguibile solo di sbieco da destra: si tratta di un teschio che rappresenta il memento mori, ricordati che devi morire. Per vedere la verità delle cose occorre spostare il proprio punto di vista e mettersi da una visuale diversa.
Le due figure sono i due ambasciatori  Jean De Dinteville e George De Selve, le cui età di 29 e 23 anni sono indicate sui rispettivi pugnali.
Sullo sfondo di un tendaggio verde si staglia un tavolino alto con due ripiani. Qui notiamo diversi oggetti: un globo celeste, quadranti, bussole, astrolabi, meridiane e altri strumenti per la misura del tempo e delle distanze terrestri e celesti (come il torquetum in alto a destra), a rappresentare il mondo celeste. Sul ripiano inferiore si trova un globo terrestre (su cui è tracciata la rotta di Magellano), un libro di aritmetica, un compasso da architetto, una squadra, un libro di inni musicali, un grosso liuto, un astuccio con dei flauti, a rappresentare il mondo terreno e correlabili al Quadrivum medievale (le quattro materie erano musica, astronomia, aritmetica e geometria). 
Oltre al teschio vi sono altri richiami alla fugacità della vita: il liuto che ha una corda rotta,  un teschio sul medaglione, un crocifisso nascosto in una piega della tenda. La Passione di Cristo è richiamata anche dalla data indicata dalla meridiana cilindrica, l'11 aprile del 1533 che era Venerdì santo. 
La tela appare quindi come una difesa del cristianesimo e della divina armonia universale e raffigura una sorta di istantanea della liturgia del Venerdì Santo nella Londra del 1533, ovvero del rituale cattolico della crocefissione e morte di Gesù Cristo a un millennio e mezzo esatto dalla sua morte. Anno nel quale Enrico VIII, ripudiata la prima moglie, avrebbe fatto incoronare regina Anna Bolena.
Diversi sono i cenni alle lotte e alle divisioni religiose: il libro degli Inni luterani, la posizione del globo celeste puntata sulla Spagna, la prima parola del libro di matematica che è dividirt.
Anche il pavimento ha un significato: molto simile a quello dell'Abbazia di Westminster e a quello della Cappella Sistina. Il cerchio dentro il quadrato con altri quattro cerchi attorno rappresenta il macrocosmo con i quattro elementi, le quattro stagioni o le quattro età dell'uomo.
Il dipinto quindi è fittamente intrecciato di sottili richiami ad andare oltre le apparenze e a cogliere il messaggio di verità che vi sta dietro.

giovedì 5 giugno 2014

#viaggionellarte Passeggiata nello spazio e nel tempo al British Museum

Visitando il British Museum è possibile viaggiare nello spazio e nel tempo, cominciando dagli albori della presenza umana sulla Terra...

Piano terra - Ground Floor




Si tratta di oggetti tra i più antichi conservati al British Museum, provenienti dal sito archeologico di Olduvai in Tanzania, scoperto casualmente da un entomologo che inseguendo una farfalla cadde in una faglia del terreno. Caratteristici ritrovamenti di Olduvai sono il chopper e l'amigdala. Il primo è un ciottolo scheggiato, il secondo ha una caratteristica forma ovale e appuntita. Attualmente questi reperti si trovano nella Sala 2 del Museo, detta Changing Museum, dove sono presenti in modo temporaneo degli oggetti scelti da sale in restauro.

Esempio di pietra scheggiata in modo uniforme con tratti paralleli è la punta Clovis, risalente a quella che viene ritenuta la più antica cultura nordamericana scoperta. Questa insieme ad altre testimonianze di altre civiltà primordiali si trovano nelle sale 26 e 27. Accanto la sala 24, che è incentrata sul tema Living and Dying.

Da qui ci si può spostare in Asia. Nella sala 33 troviamo interessanti testimonianze dell'India e del Sud Est asiatico.

Ma adesso è l'ora della culla della nostra civiltà, con la sala 4 dedicata all'Egitto antico. 
Qui troviamo la stele di Rosetta (su di essa il mio precedente post) e la statua colossale di Ramses II, uno dei pezzi egizi più grandi presenti al British, pesa più di 7 tonnellate e insieme alla stele è un ritrovamento della campagna napoleonica.
Accanto le sale assire (dalla 6 alla 10): qui si possono ammirare i monumentali guardiani della palazzo di Assurbanipal con al ricostruzione delle porte di Balawat (6); i ritrovamenti del palazzo di Nimrud (7-8) e Ninive (9); nella sala 10 i tori alati delle porte di Khorsabad e gli affreschi del palazzo di Assurbanipal.

Piano superiore - Upper floor

La visita delle antichità egizie (sale 61-66) e mediorientali (52-59) continua al piano superiore.
La sala 61 è davvero spettacolare, si tratta infatti della ricostruzione della cappella tombale di Nebamun:



Ma anche le innumerevoli mummie delle sale 62-63 meritano la giusta attenzione. Alla sala 64 si noterà la più antica delle mummie, perfettamente conservata dalla sabbia del deserto, denominata Ginger:


Spostandoci in Mesopotamia, potremo visitare ricostruzioni delle più antiche città. Nella sala 56 troviamo lo Stendardo di Ur:


Per una spiegazione guardate questo video di Anna Rita Vizzari:



Come la colonna Traiana e l'arazzo di Baieux, si tratta di una narrazione per immagini, come fosse un fumetto.


Antichità greco-romane tra piano terra e piano superiore


È arrivato il momento di dedicarsi alle Antichità greco-romane, poste in parte a questo piano (sale  69-73) in parte al piano terra (sale 11-23). 
Al Partenone ho dedicato un post apposito. Ma qui mi interessa portarvi a vedere il magnifico vaso Portland.
Si tratta del più prezioso vaso in pietro lavorato a cammeo dell'antichità.
Il vetro soffiato fu scoperto nel I secolo a.C. e probabilmente il vaso risale al periodo augusteo (tra il 31 a. C. e il 14 d. C).
La tecnica del cammeo è molto raffinata: essa consisteva nell'immersione del manufatto in un bagno di vetro bianco fuso che veniva poi modellato e cesellato da un esperto intagliatore.

La nostra passeggiata giunge al termine. 

Al British Museum vi sono moltissime altre sale, alcune tematiche (una per esempio sulla scrittura e una sulla misurazione del tempo) così come sono rappresentate altre epoche (il Medioevo) e altre civiltà (l'isola di Pasqua alla sala 24 ma anche i Celti, i Maya e gli Aztechi alla sala 27), per esempio).
Ma per i nostri poveri piedi per oggi può bastare!

giovedì 29 maggio 2014

#viaggionellarte: National Gallery, San Girolamo nel suo studio di Antonello da Messina


Si tratta di una piccola tavola, appena 46x36 cm, dipinta da Antonello da Messina nel 1474, sulla scorta della lezione fiamminga sull'attenzione ai dettagli. La dimensione di un quadretto per una ricchezza estrema di particolari.
La tavola è inquadrata da una finestra catalana il cui ingresso è presidiato da una coturnice e un pavone. Predomina la prospettiva geometrica accentuata dalle mattonelle del pavimento e dalla luce che segue le linee della prospettiva fino a convergere sulla figura del santo studioso, emblema dell'umanista. L'ambiente metà studio metà Chiesa ci dice delle due colonne del sapere di San Girolamo, la conoscenza dei testi e la fede.
La luce giunge da tre fonti, l'arco centrale, la finestra sulla sinistra e il portico a destra dove scorgiamo il leone amico del santo. 
In primo piano, dicevamo, due soggetti simbolici: la coturnice, che rappresenta la verità di Cristo e il pavone che con i suoi mille occhi rappresenta l'onniscienza di Dio. Più in là una bacinella d'acqua che simboleggia la purezza. Ma gli animali non finiscono qui.
Sul piano dello scrittoio un gatto, simbolo di fedeltà, e due piante in vaso, il bosso - la fede nella salvezza-  e il geranio - la passione di Cristo- mentre sulla panca è posato un cappello da cardinale, ad alludere all'incarico che probabilmente il Santo ebbe da Papa Damaso. Prima di aggiungere a Roma per 34 anni Girolamo aveva studiato la Bibbia in solitudine, accompagnato solo dal leone, diventatogli amico dopo che lo aveva liberato di una scheggia dalla zampa.
Ecco chiariti alcuni misteri. Ma qualcuno fa notare che tutti i simboli posti da Antonello nel quadro in realtà possono avere anche un significato opposto, negativo. per esempio, il gatto che rappresenterebbe gli istinti carnali e il pavone che simboleggia la vanità. Perché? Come monito: la salvezza e la purezza di vita non sono mai conquistati una volta per tutte ma sono sempre frutto di una scelta.
Altri particolari minuscoli che vale la pena di guardare ingranditi con l'aiuto del web: gli uccelli fuori dalle finestre, il paesaggio sullo sfondo (un vero e proprio quadro nel quadro), il crocifisso in scorcio in alto a sinistra nella navata, appena visibile, i libri di molteplici forme, i vasi per le erbe medicinali.

Qui una guida didattica alle opere dell'artista. Un articolo molto bello sull'opera dell'artista e in particolare su questo quadro, come ritratto del silenzio.

giovedì 22 maggio 2014

#viaggionellarte: National Gallery, I coniugi Arnolfini di van Eyck

"Andate a cercarvi una grande riproduzione dei coniugi Arnolfini di Jan Van Eyck. - scrive Philippe Daverio- La scaricate dal web. Poi ingranditela e muovetela. È come se aveste il dipinto in mano". 
L'opera del 1434 ritrae Giovanni Arnolfini, mercante lucchese residente a Bruges, con la moglie Giovanna. Si tratta di uno dei primi esemplari di dipinto non religioso, ma di di un ritratto realistico di personaggi viventi.
Le mani della coppia sono congiunte a sancire il giuramento matrimoniale, la raffigurazione della stanza è ricca di particolari, la mano della donna sul ventre allude forse a una gravidanza desiderata. In posizione centrale uno specchio convesso (con tondi raffiguranti episodi della Passione di Cristo) in cui il pittore raffigura la stanza al rovescio con una porta aperta e due personaggi in piedi, uno dei quali è probabilmente il pittore stesso. Tra lo specchio e il lampadario la firma dell'autore: Johannes de Eyck fuit hic. La formula sembra voler dare testimonianza dell'avvenuto matrimonio. 
Numerosi particolari hanno accresciuto la sensazione di misterioso che caratterizza il dipinto:
-dietro le mani congiunte un gargoyle accigliato, forse a simboleggiare il matrimonio funestrato dai tradimenti e dall'assenza di prole
-le vetrate a rulli, il tappeto, le pellicce (marmotta di lui ed ermellino di lei) che rappresentano la ricchezza della famiglia: davvero pochi potevano permettersi simili proprietà
-sulla testiera del letto la raffigurazione di una donna, santa Margherita di Antiochia, protettrice delle partorienti in quanto uscì fuori illesa dal ventre del drago e di una spazzola che raffigura le faccende domestiche
-gli zoccoli vicini all'esterno del quadro di lui, vicini al letto sul tappeto riccamente decorato di lei
-lusso anche nelle arance presenti vicino la finestra, frutti mediterranei difficilmente reperibile nel nord Europa
-l'albero che si intravede fuori dalla finestra rappresenta l'hortus conclusus, giardino sacro alla Vergine
-il cagnolino rappresenta la fedeltà
-nel lampadario solo una delle candele è accesa a rappresentare la fiamma sempre accesa dell'amore coniugale



(i particolari da qui; una dettagliata lettura guidata dell'opera qui)

Potete anche guardare questo video:


giovedì 15 maggio 2014

#viaggionellarte: National Gallery, Il Battesimo di Cristo

Continuo ad approfondire viaggiando nell'arte prima di visitare realmente la National Gallery nelle mie vacanze. 
Oggi studio Il Battesimo di Cristo. Dipinto tra il 1440 e il 1445, è tra le prime opere di Piero della Francesca. Lo spazio è un paesaggio aperto e luminoso, in cui la luce è diffusa senza una vera e propria prospettiva. Al centro Cristo con San Giovanni sul Giordano, dove si riflette il cielo. A sinistra tre angeli che assistono alla celebrazione. Dietro Gesù un borgo fortificato, identificabile con Santosepolcro, luogo natio dell'artista e con la nuova Gerusalemmme. Dietro dei sacerdoti greci che si stupiscono del fenomeno celeste della discesa della colomba. Non c'è rapporto gerarchico tra le figure umane ed elementi naturali: la luce illumina tutto e tutto viene portato all'attenzione della ragione attraverso gli occhi. La ragione domina quindi la realtà e la verità si rivela per intero in modo comprensibile.
Ciò è evidente nella struttura geometrica insita nell'opera:

un cerchio che sormonta un quadrato. Il diametro verticale della circonferenza taglia in due il quadro  proprio lungo l'asse colomba- Gesù a mettere al centro la verità dell'Incarnazione. L'ombelico di Cristo funge da vertice di due triangoli equilateri che comprendono tutta la composizione. L'albero si pone in sezione aurea rispetto la centro del quadro e al suo insieme. La figura solida prevalente è quella del cilindro (si notino il tronco dell'albero e i corpi degli angeli e di Gesù) ripreso dalla linea curva, presente nell'ansa del fiume, nelle onde del paesaggio, nel battezzando sulla destra, che si sta togliendo la veste oltre che nel gesto del Battista. La corrispondenza visiva tra corpo di Gesù e tronco e tra colomba e nuvole indica l'inserimento della vicenda di Cristo nel mondo naturale, ma la mancanza di riflesso nell'acqua della figura di Cristo ci ricorda che Egli è perfetto e immutabile.
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