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lunedì 29 ottobre 2012

Le pietre dei miei viaggi

La ricerca del passato è una delle costanti dei miei viaggi: conservo dentro di me la netta impressione che ho ricevuto entrando tra le rovine di un'abbazia irlandese, poggiando il palmo su una colonna greca o alzando lo sguardo su una volta di una catacomba protocristiana. 
Aver respirato il passato è una ricchezza che nessuno potrà mai togliermi e che non si può percepire sfogliando un libro o cercando immagini su google. 
Immaginare le vite che sono passate accanto a quella colonna, dentro quelle mura possenti è come spazzare via millenni di distanza e poter entrare in contatto con eventi ormai perduti. 
Questa sensazione, come di un repentino viaggio nel tempo, è stata particolarmente forte per me in Francia del sud, all'ombra del Pont du Gard:


Pochi centimetri di dislivello sono bastati ai Romani per trasportare acqua per chilometri e chilometri. Le pietre ordinate e incastonate a formare splendidi archi incorniciano il cielo: l'esperienza è completata dal bagno ristoratore nelle acque del fiume Gard.
In Irlanda ho incontrato pietre meno maestose, ma non per questo meno emozionanti,  quelle del Gallarus Oratory:


Una primitiva cappella a forma di barca capovolta, con la porta e una finestra rivolta a oriente: si tratta di un antichissimo oratorio databile tra il VI e il IX secolo ed è la più antica chiesa cristiana d'Irlanda.

E come simbolo della ricchezza e della decadenza del nostro paese scelgo Pompei:


Con le sorprendenti strade lastricate, simbolo dell'attività civilizzatrice e delle capacità architettoniche dei Romani; con gli affreschi e le decorazioni di incredibile modernità. 
Un pezzo tra i più preziosi del tesoro artistico che l'Italia possiede.
Ma non c'è povertà maggiore di quella di un paese che non solo non cura ma neanche rispetta le pietre che una storia gloriosa ha voluto regalargli con tanta generosità e profusione. L'Italia non le valorizza come fondamenta di una civiltà e di una cultura, relegandole all'interesse di pochi appassionati e di turisti frettolosi. Mentre è nella Valle dei Templi che tutti i nostri studenti dovrebbero imparare la storia greca, è a Pompei e tra gli scavi di Roma antica che dovrebbero assaporare i primi rudimenti di latino ed è a Palermo che dovrebbero incontrare il mondo arabo. Il cristianesimo potrebbe essere  di nuovo percepito nella sua carica rivoluzionaria entrando nell'arena del Colosseo o nel buio delle catacombe.
E invece lo sperpero continua.

Con questo post partecipo all'iniziativa Il senso dei miei viaggi di Monica Viaggi e Baci.

mercoledì 23 maggio 2012

I colori dei miei viaggi

Bene, Viaggi e Baci, eccomi qua. Colgo al volo la tua idea di illustrare con un post e tre fotografie i colori dei viaggi che ci sono rimasti nel cuore.
I colori dei miei viaggi sono tanti e sceglierne solo tre è stata la parte più difficile. Ho fatto così: prima di tutto ho scelto i viaggi di cui ricordavo vividi colori e tra questi mi sono decisa per l'Islanda, l'Irlanda e la Camargue.

L'Islanda perché questa terra ai confini del circolo polare artico è davvero sorprendente. Quando stavo per partire e mi si chiedeva -dove vai?- e io rispondevo - Islanda... c'era sempre un'eco - Come? Irlanda? - No, ripetevo: Islanda. La terra dei ghiacci e del fuoco, l'isola dove la natura regna sovrana da tempi primordiali. Dove è possibile fare il bagno in un laghetto caldo colorato di un celeste innaturale dovuto a micro-organismi fluorescenti e contemporaneamente essere nel bel mezzo di una tempesta di neve...

...Blue Lagoon: il celeste



L'Irlanda perché il senso di pace e di azzurro che ho provato nei dieci giorni in cui abbiamo percorso le strade di quest'isola ricca di storia e tradizioni lo ricordo come il tesoro più grande che quel viaggio mi ha donato...

... Ireland: il verde-azzurro




La Camargue perché è il regno dei colori, dal bianco-rosa dei fenicotteri, al nero dei tori picchiettato dal bianco degli uccelli che si posano sopra di essi. Ma soprattutto del rosa, quello particolarissimo delle saline...

...Camargue: il rosa


Grazie, Viaggi e baci, per avermi permesso di ricordare e di rivivere questi splendidi momenti.

martedì 9 marzo 2010

Itinerario di viaggio in Provenza e dintorni


Eccomi con un altro itinerario di viaggio, anche questo già sperimentato, per di più in compagnia di un'altra famiglia (totale bambini max 9 anni: tre). Ne ho già accennato qui… ma se volete leggere un diario dettagliato trasferitevi qui.

-Prima tappa: anche qui non importa da dove si arrivi... abbiamo scelto di pernottare a Orange (in questo hotel posto in una piazzetta caratteristica), quindi abbiamo dedicato il pomeriggio a visitare la cittadina, che tra l'altro, annovera tra i suoi monumenti uno dei pochi teatri romani in cui il muro di scena è perfettamente conservato).
-Seconda tappa: Nimes, con l'anfiteatro romano con una sezione pensata per spiegare la civiltà romana ai bambini. Di pomeriggio, per concludere in bellezza la scoperta della Provenza romana, bagno presso il Pont du Gard (acquedotto romano sul fiume Gard, costruito 2000 anni fa per portare l'acqua da Uzes a Nimes, sfruttando un dislivello di soli 34 cm per km. La cosa impagabile è che si può fare il bagno nel fiume all'ombra dei suoi maestosi archi. Un luogo dove corpo e anima si rinfrancano all'unisono), nella foto.
-Terza tappa: visita di Avignone, con il palazzo papale e il ponte di St. Benezet. Meraviglioso pranzo nel parco cittadino di Rocher des Doms, con imperdibile vista sul Rodano. Nel tardo pomeriggio piacevole sosta a Isle sur la Sorgue. Incantevole, con i suoi mulini a ruota sul fiume dove impavidi canoisti sfrecciano sotto ponti bassi.

-Quarta tappa: di mattina passeggiata per il mercato di Carpentras. Vicino c'è anche un altro paesino interessante, Pernes Le Fontaines, che abbiamo visitato di pomeriggio.
-Quinta tappa: la Camargue, con i suoi fenicotteri, i tori, gli incredibili colori delle saline di Salin de Giraud, come si può vedere dalla foto in basso (che abbiamo girato in trenino). Di pomeriggio bagno a Saintes Maries de la Mer, in una spiaggetta zeppa di conchigliette e piccoli cornetti, che sono diventate subito un gioco per grandi e piccini.

Sesta tappa: di mattina immersione nella Provenza medievale con la visita a Le Baux de Provence e sulla strada del ritorno l'indimenticabile esperienza della Cathedral d'Images, con le immense proiezioni dei quadri di Van Gogh (nella foto un particolare dei corvi) sulle pareti altissime di una cava dismessa con l'accompagnamento di musica classica.
Settima tappa: Roussillon e le Ocre (detto, in verità un po' presuntuosamente, Gran Canyon provenzale). Di pomeriggio l'Abbaye de Senanque, l'abbazia circondata di campi di lavanda che si vede in tutte le cartoline della Provenza.
Poi dovendo prendere l'aereo a Nizza abbiamo passato due giorni in questa città molto carina.




sabato 30 agosto 2008

Formula Petit Dejuner

Croissant, cappuccino con panna, cioccolata per la bambina e caffè, a Orange:



Marmellata di pomodori verdi e di albicocche, succo d'arancia, pane e burro e l'immancabile caffeina, sempre a Orange, ma in un'altra piazzetta:


Un caffè servito come si deve, a Nizza, sotto i portici di Place Massena:


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