La ricerca del passato è una delle costanti dei miei viaggi: conservo dentro di me la netta impressione che ho ricevuto entrando tra le rovine di un'abbazia irlandese, poggiando il palmo su una colonna greca o alzando lo sguardo su una volta di una catacomba protocristiana.
Aver respirato il passato è una ricchezza che nessuno potrà mai togliermi e che non si può percepire sfogliando un libro o cercando immagini su google.
Immaginare le vite che sono passate accanto a quella colonna, dentro quelle mura possenti è come spazzare via millenni di distanza e poter entrare in contatto con eventi ormai perduti.
Questa sensazione, come di un repentino viaggio nel tempo, è stata particolarmente forte per me in Francia del sud, all'ombra del Pont du Gard:
Pochi centimetri di dislivello sono bastati ai Romani per trasportare acqua per chilometri e chilometri. Le pietre ordinate e incastonate a formare splendidi archi incorniciano il cielo: l'esperienza è completata dal bagno ristoratore nelle acque del fiume Gard.
In Irlanda ho incontrato pietre meno maestose, ma non per questo meno emozionanti, quelle del Gallarus Oratory:
In Irlanda ho incontrato pietre meno maestose, ma non per questo meno emozionanti, quelle del Gallarus Oratory:
Una primitiva cappella a forma di barca capovolta, con la porta e una finestra rivolta a oriente: si tratta di un antichissimo oratorio databile tra il VI e il IX secolo ed è la più antica chiesa cristiana d'Irlanda.
E come simbolo della ricchezza e della decadenza del nostro paese scelgo Pompei:
Con le sorprendenti strade lastricate, simbolo dell'attività civilizzatrice e delle capacità architettoniche dei Romani; con gli affreschi e le decorazioni di incredibile modernità.
Un pezzo tra i più preziosi del tesoro artistico che l'Italia possiede.
Ma non c'è povertà maggiore di quella di un paese che non solo non cura ma neanche rispetta le pietre che una storia gloriosa ha voluto regalargli con tanta generosità e profusione. L'Italia non le valorizza come fondamenta di una civiltà e di una cultura, relegandole all'interesse di pochi appassionati e di turisti frettolosi. Mentre è nella Valle dei Templi che tutti i nostri studenti dovrebbero imparare la storia greca, è a Pompei e tra gli scavi di Roma antica che dovrebbero assaporare i primi rudimenti di latino ed è a Palermo che dovrebbero incontrare il mondo arabo. Il cristianesimo potrebbe essere di nuovo percepito nella sua carica rivoluzionaria entrando nell'arena del Colosseo o nel buio delle catacombe.
E invece lo sperpero continua.
Con questo post partecipo all'iniziativa Il senso dei miei viaggi di Monica Viaggi e Baci.
E come simbolo della ricchezza e della decadenza del nostro paese scelgo Pompei:
Con le sorprendenti strade lastricate, simbolo dell'attività civilizzatrice e delle capacità architettoniche dei Romani; con gli affreschi e le decorazioni di incredibile modernità.
Un pezzo tra i più preziosi del tesoro artistico che l'Italia possiede.
Ma non c'è povertà maggiore di quella di un paese che non solo non cura ma neanche rispetta le pietre che una storia gloriosa ha voluto regalargli con tanta generosità e profusione. L'Italia non le valorizza come fondamenta di una civiltà e di una cultura, relegandole all'interesse di pochi appassionati e di turisti frettolosi. Mentre è nella Valle dei Templi che tutti i nostri studenti dovrebbero imparare la storia greca, è a Pompei e tra gli scavi di Roma antica che dovrebbero assaporare i primi rudimenti di latino ed è a Palermo che dovrebbero incontrare il mondo arabo. Il cristianesimo potrebbe essere di nuovo percepito nella sua carica rivoluzionaria entrando nell'arena del Colosseo o nel buio delle catacombe.
E invece lo sperpero continua.
Con questo post partecipo all'iniziativa Il senso dei miei viaggi di Monica Viaggi e Baci.









