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sabato 7 aprile 2012

Hands on Easter: beyond the bunnies

Per Pasqua vi faccio gli auguri nello stile di questo blog... con delle idee per celebrare questa festività con figli, alunni, bambini del catechismo...


Anche le uova hanno un significato cristiano che è stato dimenticato dai più. In questa pagina in inglese.


immagine da qui
E le ricette tradizionali hanno tutte un significato profondo: vi consiglio questa spiegazione e questo interessante articolo sulla crescia.
Sono convinta che festeggiare la Pasqua come una festa della primavera o dei produttori di uova di cioccolato non abbia molto senso... ha senso invece chiedersi cosa ci vuole dire questa festa dalle tradizioni millenarie e in qualche modo farsi scalfire dalla storia di un Uomo che ha detto di essere Dio e si è lasciato uccidere in croce. E che poi ha generato qualcosa che dura fino ad oggi. Possibile che tutto sia finito sul Golgota? 
Buona Pasqua allora, perché la notizia della Resurrezione è la più bella e sconvolgente che l'umanità abbia mai ricevuto.


giovedì 22 marzo 2012

"Oggi voglio fermarmi a casa tua"



La mostra ha come titolo la frase che Gesù rivolse a Zaccheo. Essa si sta svolgendo a Catania, nella cornice di questa splendida chiesa barocca:


(foto da qui)
Si tratta di pannelli con bellissime immagini artistiche e un percorso che spiega il dono che Gesù fa di se stesso nell'Eucarestia.
Un Dio che si è commosso a tal punto per l'uomo da mandare Suo Figlio e da non risparmiargli la morte. 
L'intuizione del pane di viaggio, del pegno dell'Eucarestia, viatico e segno tangibile, viene in mente a Gesù mentre si trovava al cospetto della folla che avendolo seguito era stanca e affamata. Si preoccupa di dare loro da mangiare moltiplicando i pani e i pesci... ma poi scrutando e sentendo la fatica e l'anelito di tutte quelle persone, capisce che non possono bastare né cibo né bevanda. Avevano bisogno di Lui. E così decide di donarsi fino in fondo. Fino alla fine e ancora oggi. Questo in estrema sintesi il percorso della mostra. 
Io sono tra i volontari che fanno da guida (anche merins lo è). Vi assicuro che ridire queste cose agli altri le illumina innanzitutto a me.

martedì 10 gennaio 2012

Little women

Dovete sapere che la mia è una classe veramente multiculturale: 
-c'è il Piccolo Conte Transilvano, creatura d'altri tempi e di nascita rumena, massimo conoscitore della lingua italiana che scrive e parla perfettamente con un delizioso accento straniero
-c'è il Fenicio, tunisino dagli occhi azzurri che avrebbe voluto vivere a Cartagine
-c'è Rapper Distratto, di madre americana e sempre tra le nuvole, tranne quando decide - in modo imprevedibile - di scendere tra noi



E poi ci sono due donnine marocchine: una, Paciocca, abbastanza in pace con se stessa e sorridente; l'altra, Rivoluzionariadentro, mi fa sempre delle domande che gelano.
Spiego il monachesimo e lei: -Prof, ma anche le donne potevano scegliere di non sposarsi e entrare in monastero?- (n.d.r. Prof, ma io posso scegliere di non sposarmi?).
Oppure: - Prof, ma il lavoro di battere le pelli e fare le pergamene i monaci lo facevano fare alle donne?- (n.d.r. Prof, ma potrà esistere un mondo in cui la donna islamica non dovrà lavorare a servizio di un maschio?)
Ovviamente le mie risposte la lasciano interdetta: no, lavoravano anche i monaci... sì, anche le donne potevano non sposarsi e anche oggi è così.
Non vi dico il nodo che mi si stringe nel petto.

sabato 5 febbraio 2011

Share a woman story: Agata


Torna Share one day, questa volta tutto al femminile.

Oggi nella mia città è la festa della patrona, Agata. Era appena una ragazza quando subisce le offese del proconsole Quinziano, un uomo di potere che, rifiutato, la condanna alla prigione e successivamente al martirio.
Con l'intento di far rispettare l'editto dell'imperatore Decio, il proconsole aveva chiesto ai cristiani di abiurare pubblicamente alla fede. Invaghitosi della giovinetta le ordina, senza successo, di adorare gli dei pagani. Così la sottopone in modo coatto all'azione di Afrodisia e delle sue figlie, persone molto corrotte e dedite alla prostituzione. Con continui allettamenti Afrodisia doveva trascinare la giovane nella volgarità del suo stile di vita. Ma Agata esce vittoriosa da quella lotta. Le stesse tentatrici rinunciano all'impegno, riconsegnando Agata a Quinziano. Questi allora convoca Agata al palazzo pretorio, per sottoporla a un processo. I dialoghi tra il proconsole e la santa sono densi di arguzia e di prontezza di spirito da parte della giovinetta.
Da qui un'escalation di sevizie: Agata viene fustigata, sottoposta al violento strappo delle mammelle, mediante delle tenaglie. Miracolosamente guarita, subisce il supplizio dei carboni ardenti.
Agata muore in carcere il 5 febbraio del 251.
Il legame di Agata con la città di Catania e con i catanesi è molto particolare: l'uscita della Santa (4-5 febbraio) è affidata non tanto alle figure ecclesiali, ma ai cittadini; non viene portato in giro un simulacro, ma proprio le reliquie (fortunosamente ritrovate a Costantinopoli); la festa è molto partecipata e inizia con una messa che si svolge all'aurora (ore 6, ma la cattedrale è già piena zeppa dalle 4) del 4 febbraio e che vede il grande duomo riempirsi all'inverosimile per salutare Aituzza.
Anche io oggi mi sono recata a vederla, si tratta di un appuntamento che un catanese non può tralasciare.

Adesso tocca a voi: condividete con me la storia della vita di una donna, famosa o no, appartenente alla storia o alla cronaca o, perché no, alla vostra famiglia, al vostro territorio.

Partecipare è facile...
- Scrivete un post su questo, poi inseritene il link nell'apposito riquadro alla fine di questo post premendo enter.
- Lasciate un commento, preferibilmente.
- Se volete, inserite anche il banner dell'iniziativa (copiando-incollando il codice sotto la piccola foto).

BannerFans.com



Vi aspetto!


Share one day Participants

1. annalisa
2. Ninfa
3. Vogliounamelablu
4. Lizzina
5. tatagioiosa
6. mammadifretta
7. Catia
8. Sybille
9. Sybille
10. Ilaria

mercoledì 2 febbraio 2011

Festa della Candelora e Groundhog day


Oggi, 2 febbraio, in occasione della Presentazione di Gesù al tempio, la chiesa celebra la Festa della luce, detta della Candelora, in cui vengono benedette le candele. Proprio al momento in cui Gesù viene portato al suo cospetto, l'anziano Simeone infatti lo proclama "luce per illuminare le genti". Siamo ai 40 giorni dal 25 dicembre, Maria completa così il periodo che segue al parto e, secondo i canoni ebraici, è purificata.
Il 2 febbraio era anche una tradizione pagana, con il festeggiamento di Giunone Februa (da cui febbraio) e celtica (Imbolc), con la celebrazione della fine del periodo di massima oscurità e l'inizio della luce. Siamo infatti a metà strada per la Primavera. In Irlanda la tradizione celtica è stata assorbita dal giorno di santa Brigid di Kildare.



La stessa data è festa di massima importanza nel mondo nordamericano con il Giorno della marmotta (Groundhog day).
Come celebrare questa data?
Anticamente tutti i ceri e le lampade per fare una grande luce. In Francia oggi si preparano crepes di tutti i tipi. E noi? Possiamo accendere una candela pensando a qualcuno di molto importante per noi e affidandolo a Lui.



In questa pagina troverete diverse idee per attività con i bambini. Qui altri suggerimenti sul tema della candela fatta in casa (anche da mangiare!). In questo blog la spiegazione di come fare la tradizionale croce di santa Brigid.

foto delle candele da qui
foto della croce da qui
Beato Angelico, Presentazione al tempio, affresco (1438-40)

giovedì 25 novembre 2010

Read The Bible in a year

Segnalo un'interessante inziativa di Jimmie: Trough the Bible in a year. La Bibbia è uno dei cardini della nostra cultura, che sarebbe opportuno se non indispensabile conoscere e leggere almeno una volta per intero. Jimmie ci dà un metodo per farlo, con la sua check list, in cui ad ogni giorno dell'anno è assegnato un brano e che permette di leggere l'intera opera in un anno esatto. Non c'è bisogno di aspettare il primo di Gennaio, si può cominciare da subito. Si può leggere a partire da un altro libro che non sia Genesi e non ci si deve far distrarre se si salta un giorno, l'indomani si leggeranno due pezzetti...
Io ho già cominciato...

sabato 24 aprile 2010

24 aprile: 95 anni dal genocidio degli Armeni


Sono passati 95 anni dal genocidio degli Armeni ad opera della Turchia che, rinnegato un passato di tolleranza verso le minoranze presenti all'interno dell'impero, passò alla tattica dello sterminio di massa nei confronti del popolo armeno, di fede cristiana. Hitler prese spunto proprio dall'oblio in cui era caduto il massacro per giustificare la stessa tattica: "Chi si ricorda del genocidio degli Armeni?".

Per la storia del popolo armeno ci viene in soccorso wikipedia.
Per un'introduzione sul genocidio invece consiglio l'articolo Campi nel mondo, il genocidio degli Armeni di M. C. Nasi o il sito Armenian Genocide, in inglese.

Un aspetto molto importante riguarda, come dicevamo, il fatto che il genocidio fu presto dimenticato e ancora oggi negato dal governo turco. Non dimenticare il genocidio armeno racconta di come lo scrittore Orhan Pamuk è stato osteggiato per averne parlato.
A proposito di scrittori, un modo appassionante di addentrarsi nella storia degli uomini e non solo delle date è quello di leggere un libro. Sulla storia del popolo armeno ce ne sono diversi:
- La masseria delle allodole di Antonia Arslan
-I quaranta giorni del Mussa Dagh (sull'unico episodio di resistenza). Vi consiglio di guardare anche il sito Zatik, Associazione di Amicizia Italo- Armena, che si batte per il rconoscimento del genocidio e per preservare la memoria del popolo armeno e delle sue usanze.

La diaspora dei sopravvissuti ha portato molti armeni anche in Italia. Qui qualche notizia sulla comunità armena residente in territorio italiano.

Anche l'espressione artistica del popolo armeno merita la nostra attenzione. Pensiamo ai khatchkar, le caratteristiche croci di pietra decorate e bellissime. Qui un'esauriente spiegazione delle forme e delle decorazioni di queste croci, che possiamo apprezzare anche in questa galleria fotografica. Ma anche di queste testimonianze è stato fatto scempio, e non all'inizio del '900, ma nel 2002 per mano del governo dell'Azerbaigian! Anche questo passato sotto silenzio: se volete documentarvi leggete questi articoli, di cui uno proprio della scrittrice italo-armena Antonia Arslan. Leggiamo le sue parole:

"Gridano le migliaia di antichissime croci di pietra distrutte coi bulldozer nel Nakhicevan, e da ogni frammento si alza il lamento di una civiltà distrutta; e guardano atterriti gli armeni, dovunque la dura legge della diaspora li abbia disseminati, l'irriconoscibile spianata disseminata di irriconoscibili frantumi.

Al genocidio del sangue segue il genocidio della memoria".



Perché quest'omertà diffusa? Per ragioni politiche, per non inficiare il processo di integrazione della Turchia all'interno della Comunità Europea, che invece rimane un argomento molto controverso e discutibile.

domenica 11 aprile 2010

L'uomo sindonico


Ieri, sabato 10 aprile è stato il primo giorno di ostensione della Sacra Sindone che rimarrà esposta al pubblico fino al 23 maggio.
La Curia torinese ha realizzato un ottimo sito di presentazione, la Santa Sindone, che vi consiglio. In esso troverete i riferimenti biblici al sudario, notizie delle ricerche scientifiche sulla sua datazione, sulla provenienza e sulle caratteristiche del tessuto. Lo studio della Sindone è oggetto di una disciplina specifica, la sindonologia, cui è dedicato un sito specializzato (Sindonologia.it), con una bella intro, video, spiegazioni, notizie storiche, immagini...
Un altro sito spiega in dettaglio lo studio dello straordinario volto dell'uomo sindonico, la struttura del telo, la controversa questione della datazione al carbonio 14, le probabilità statistiche che si tratti del Gesù evangelico, la formazione dell'immagine, le ultime conquiste della ricerca scientifica.
Anatomopatologia, ossia la scienza che studia le cause della morte di un uomo, e palinologia, ossia lo studio dei pollini sono le discipline che più hanno dato contributi validi alla conoscenza di questo preziosisssimo documento storico. Qui un'esauriente e imperdibile discussione sull'impossibilità del falsario scultore o carnefice, come sull'assurdità dell'ipotesi che si tratti di opera di Leonardo da Vinci.
Un aspetto particolarmente interessante è il ruolo dei Templari nella tradizione del lino di Torino.

Fin da piccola ero affascinata da questo sudario, unico, di straordinaria fattura, non riproducibile, immagine indelebile (sono stai provati 25 solventi senza risultato) di un volto umano, troppo umano per non essere divino.
Capisco anche che possa innervosire l'identificazione dell'uomo della Sindone con il Gesù evangelico. Ma cosa si teme in fondo? Anche una provata identificazione non potrebbe sostituire la libera scelta del credere o no. Gesù è esistito, no?
Oltre ai Vangeli e alle prove del culto primitivo avremmo un sudario. Ma ciò non dà la fede, né la costringe. Altrimenti tutti coloro che hanno visto Gesù da vivo sarebbero stati suoi seguaci. E ciò non è stato.

Immagine da qui.


martedì 29 dicembre 2009

La pulzella d'Orleans




Ricordo la vivida impressione che ho provato quando ho visto per la prima volta il film La passione di Giovanna d'Arco di Dreyer (1928) con gli intensi primi piani in bianco e nero, ma anche l'emozione di guardare insieme ai miei alunni la splendida Milla Jovovich (nella foto) in Jeanne d'Arc di Luc Besson (1999).
Chi volesse fare un viaggio nella vita di questa santa intrepida potrebbe navigare sul sito Maid of Heaven: troverebbe la cronologia della sua vita (Timeline), spunti e curiosità (Quick facts), una ricca bibliografia e sitografia (References), rewies su libri e film dedicati alla giovane condottiera.


domenica 13 dicembre 2009

Spiegare il Natale



Chi fu il primo ad affermare che Gesù nacque il 25 dicembre? Quando la festa romana del Sol invictus assunse una chiara fisionomia cristiana? Cosa c'entra San Francesco con la nostra idea di Natale? Cosa ci fanno il Bue e l'Asinello nel Presepe? A queste e ad altre domande si può trovare un'autorevole risposta qui, ma anche qui. Ma soprattutto qualsiasi occasione può essere spunto per una lezione di storia, per esempio sull'incontro del cristianesimo con la cultura greca e con le usanze pagane, o sul cambiamento di mentalità che introdusse il cristianesimo rispetto al passato.
Un libro fra tutti: La conversione al cristianesimo nei primi secoli.

Cristo nelle vesti del dio-sole Helios/Sol Invictus alla guida del carro.
Mosaico del III secolo delle grotte Vaticane sotto la basilica di San Pietro.



mercoledì 11 novembre 2009

Leviamolo!

(antico ulivo dell'Orto del Getsemani)

"Hanno sferrato un bello sputo in viso ancora a Lui, che da sempre li fa arrabbiare. Gli hanno ricordato che da fastidio. E allora dico sì, leviamolo. Cominciamo di nuovo a segnarlo a graffiarlo sui muri il crocefisso, a disegnarlo in forma di pesce, di altro perché non lo riconoscano gli occhialuti signori della corte.
Io, cristiano, dico leviamolo il crocefisso. Facciamo come fece Cristo di fronte al Sinedrio. Non rispose, non stette a perder tempo con chi voleva già condannarlo. Non disse d'essere un bene culturale da conservare. Si fece levare di torno, per splendere sanguinante e bellissimo d’amore per sempre davanti agli occhi di tutti. I giudici si illuderanno di aver salvato la convivenza, che invece di fronte al nulla che stanno creando finirà per strappare via rabbiosamente tutti i simboli, tutti i parlamenti, tutte le corti e tutte le loro stesse panciute sicurezze di diritto. Lasciamo che mister Z dorma il suo sonno beato di ideologo travestito da giudice vincitore. Il suo sonno della ragione" (da ClanDestino Zoom)

martedì 20 ottobre 2009

Un miracolo alla buona


Pubblico una poesia della polacca Wistawa Szymborska, per diversi motivi, uno dei quali la mia predilezione fin da bambina (chi mi conosce lo sa) per tutto ciò che è polacco.
Solidarnosc, storico sindacato guidato da Lech Walesa, papa Giovanni Paolo II, la storia di Auschvitz e di Massimiliano Kolbe, la Madonna di Chestochowa... sono stati tra i miei pensieri fin dalle elementari quando scrissi un tema che ancora conservo sul personaggio che avrei voluto essere... scelsi Giovanni Paolo II e tra i motivi precisai "... perché è polacco", insomma la mia insana passione è stata proprio una mania.
La poesia si intitola La fiera dei miracoli...

Un miracolo comune:

l’accadere di molti miracoli comuni.

Un miracolo normale:

l’abbaiare di cani invisibili

nel silenzio della notte.

Un miracolo fra tanti:

una piccola nuvola svolazzante,

e riesce a nascondere una grande pesante luna.

Più miracoli in uno:

un ontano riflesso sull’acqua

e che sia girato da destra a sinistra,

e che cresca con la chioma in giù,

e non raggiunge affatto il fondo

benché l’acqua sia poco profonda.

Un miracolo all’ordine del giorno:

venti abbastanza deboli e moderati,

impetuosi durante le tempeste.

Un miracolo alla buona:

le mucche sono mucche.

Un altro non peggiore:

proprio questo frutteto

proprio da questo nocciolo.

Un miracolo senza frac nero e cilindro:

bianchi colombi che si levano in volo.

Un miracolo – e come chiamarlo altrimenti:

oggi il sole è sorto alle 3.14

e tramonterà alle 20.01.

Un miracolo che non stupisce quanto dovrebbe:

la mano ha in verità meno di sei dita,

però più di quattro.

Un miracolo, basta guardarsi intorno:

il mondo onnipresente.

Un miracolo supplementare, come ogni cosa:

l’inimmaginabile

è immaginabile.


Giovanni Segantini, Le due madri, oil on canvas (1889)

mercoledì 5 marzo 2008

Un poeta ungherese

Attila József nacque a Budapest nel 1905 e morì suicida a Balatonszarszo nel 1937. Cresciuto nella miseria, fece vari mestieri, riuscì a compiere gli studi universitari, partecipò al movimento operaio ma ne fu espulso perché ritenuto non in linea con l'ortodossismo. I suoi versi furono raccolti postumi con il titolo Tutte le poesie e traduzioni poetiche (1938).

Mio Signore

Dinanzi alle mie cose ti nascondo
mio Signore, e ti voglio tanto bene.
Fosse lo strillonaggio il tuo mestiere,
io ti sarei di aiuto nel gridare.

Se ti mettessi a lavorare i campi,
ti aiuterei anche allora, per ogni
necessità. Sarei guida sapiente
e buona ai tuoi cavalli, li amerei.

O piuttosto arerei sulla tua traccia
anch'io la mano ferma sulla stiva:
starei attento, se il terreno è riarso
dal sale, per pigiar più forte il ferro.

Custodisci i germogli? Eccomi pronto
a scacciar metà delle cornacchie.
Mai, di nessuna delle tue fatiche
ti coglierebbe stanchezza, con me.

Se tu ridessi, anch'io sarei felice:
ti siederei accanto dopo cena,
tu ti faresti prestare la pipa,
un poco: io tutto ti direi, a lungo.

lunedì 24 dicembre 2007

Un brindisi con Dio

E. Hopper, Eleven a.m. (1926), oil on canvas.

"Viene Natale. Nella sempre dura, e sempre stupefacente vita degli uomini. Nel teatro della nostra passione e della nostra pena. Viene Dio in questo serraglio umano. Come se cercasse qualcosa, qualcuno. Come se avesse voglia di passare del tempo con noi, che lo guardiamo dai nostri tavoli, dalle scrivanie, dai nostri letti, dai ponti sulle autostrade un po’ sospettosi. Come se alzasse un bicchiere per fare un brindisi, e attendesse con i suoi occhi di fuoco e di oceano, che anche nei nostri velati si facesse largo, vedendolo qui, la letizia di brindare alla esistenza, di dolore e gioia in parti uguali fatta". (Davide Rondoni)
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