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venerdì 23 gennaio 2015

Genitori: incontri ravvicinati di terzo tipo?



Sempre più frequentemente succede, lavorando a scuola, di scontrarsi con genitori ostici e oppositivi.
Situazione tipo: ragazzo ribelle e diciamolo pure ineducato, molteplici tentativi di arginare la situazione con metodi soft, interventi specifici, santa pazienza et cetera. Poi non ce la si fa più e si convoca il genitore, trovandosi davanti non solo un muro di gomma ma un continuo aggredire con atteggiamento minaccioso (quando non vere minacce).  
Cresce l'impressione di avere a che fare con un modo di fare pre-civile, in cui il cortile wathsapp ha sostituito il normale canale comunicativo tra l'istituzione scolastica e le famiglie. Si crede a una parola riferita piuttosto che alla circolare debitamente firmata e anche se il docente o addirittura la dirigente assicura una certa versione dei fatti, dall'altra parte c'è diffidenza e incredulità. Ci si permette di alzare la voce con un preside e di mettersi a tu per tu con un professore, sol perché il ragazzo non è gratificato e viene rimproverato! Apriti cielo! O perché non si è d'accordo con le decisioni prese a scuola, sospettando che ci sia sempre un secondo fine.
Mi chiedo dove possa risiedere l'origine di tale barbarie così diffusa: nell'ignoranza forse. Sempre più mi convinco che la mancanza di fiducia nelle istituzioni è dovuta alla totale incomprensione dei meccanismi, delle motivazioni e del background che le sorregge. Che non è il tornaconto né del resto un indistinto far stare bene i ragazzi, senza alcuna regola. Vi sono insomma delle regole, delle procedure e un modus vivendi dettato da criteri totalmente altri rispetto a quelli che agitano i dibattiti dei talk-show o gli annunci sensazionalistici di Facebook.
Che ne pensate?

mercoledì 1 ottobre 2014

Lo Stato dov'è?



A più di un anno di distanza dalla mia nomina a Dirigente Scolastico mi ritrovo a sentirmi come don Chisciotte che lottava contro i mulini a vento.
La giungla delle normative, delle leggi e leggine tutto sommato con i dovuti studio e applicazione si affronta.
Anche la contraddizione tra le norme tutto sommato si affronta: sono pochi casi, certo delicati, ma una soluzione si trova.
Ma lo scarica-barile tra le istituzioni, la sordità degli uffici, l'indifferenza degli enti locali... questo no.
Scrivi, segnali, ribadisci, riproponi, riscrivi. Telefoni, perdi la pazienza, ma dall'altra parte niente.
O meglio, quando trovi un tizio dotato di buona volontà a volte se ne viene a capo. Ma ci sono settori completamente lasciati a se stessi. Da una parte hai il docente che ti porta le sue giuste lamentele sulla finestra rotta, la serranda bloccata, la pittura scrostata. O il genitore che chiede un servizio più efficiente. Dall'altra hai un Comune o una Provincia che non ti risponde.
Hai la sensazione di non avere uno Stato alle spalle, che anzi lo Stato ti butti in prima linea senza darti gli strumenti adeguati.
Davvero c'è qualcosa di inceppato in questo Paese. E siamo talmente abituati all'inefficienza, che abbiamo imparato a non alzare più la voce, a non denunciare più e a ricorrere al fai da te e all'arte di arrangiarsi.

sabato 8 marzo 2014

Scuola: caro Matteo Renzi

Quello che vorrei scrivere a Matteo Renzi se consultasse chi a scuola lavora: 
Non credevo, quando ho cominciato questo nuovo lavoro, a settembre, che il mio principale problema sarebbero stati i disservizi dello Stato.  



Volevo dirti, caro Matteo, che
- ci servono soldi per la sicurezza, non per abbellire le scuole (il che comunque non sarebbe male) ma per rispettare le leggi vigenti, anche piccole cifre, sempre meglio che niente
-ci serve un allineamento in tempo reale tra il sistema del pagamento stipendi (SiCoge) e le spese effettuate (non possiamo pagare attualmente gli stipendi dei supplenti di dicembre e gennaio). L'aumento degli stipendi dei supplenti è dovuto a diversi fattori, tra i quali l'età media degli insegnanti, le eccessive possibilità giuridiche di assentarsi, la sparizione delle ore a disposizione (con le 18/24 ore frontali in classe)…
-ci serve un raffreddamento del contenzioso, vorrei scrivere sul cancello della mia scuola che si tratta di una scuola deavvocatizzata, ma è una pia speranza in un mondo in cui ogni genitore per la minima cosa minaccia di andare da un legale (per esempio non si potrebbe una volta per tutte chiarire di chi è la responsabilità degli alunni nella mezzora prima e nella mezzora dopo il suono della campana? o nel cambio dell'ora? ti pare possibile che il DS possa assumersi la responsabilità del tragitto casa-scuola?!)
-ci serve certezza sull'esiguo fondo a nostra disposizione. Non abbiamo ancora riavuta l'economia del 2013, soldi nostri che Banca d'Italia ha risucchiato a dicembre e che non compaiono più! Ti pare possibile fare andare avanti una scuola di 900 alunni e 4 plessi con 26.000 € lordi? Con questi devo pagare tutte le attività aggiuntive, tutti gli straordinari, tutti i progetti!
Perché non consulti i dirigenti scolastici oltre ai sindaci?
Invece di mettere in moto una montagna (vedi lavori pubblici) per partorire un topolino (con la cifra che hai stanziato solo un plesso scolastico per ogni comune può essere ritoccato), perché non ci ascolti?
Ci sarebbero altre cose da dire, altre mille idee da suggerirti, ma per ora mi sono venute in mente queste, magari ti scrivo una lettera a settimana, che ne dici?
Che dite, sono stata chiara?

mercoledì 27 novembre 2013

Vi presento la mia scuola

Ho più volte fantasticato sulla scuola che avrei voluto e più volte riflettuto su come una scuola dovrebbe essere. Ora, da preside, posso parlarvi della scuola in cui lavoro, presentandovela per come la vedo e come la immagino. Chi mi conosce e mi legge da tempo riconoscerà sicuramente alcuni miei tratti caratteristici!
Cominciamo...
Lo stile che ci caratterizza è quello di una Scuola che ASCOLTA, che ACCOGLIE, in cui SI IMPARA E SI CRESCE INSIEME. Il nostro impegno, del Dirigente, dei docenti, del personale tutto, è rivolto in più direzioni:
  1. EDUCAZIONE
L'istruzione è la porta d'accesso a un'educazione completa della persona. La sfida dell'Istituto Comprensivo è quella di prendere in carico la crescita dell'alunno dai 3 ai 14 anni, in un percorso armonico e unitario. Nella nostra scuola si insegna con diverse modalità: attraverso la realizzazione di attività laboratoriali, attraverso lezioni trasversali anche con il contributo di esperti esterni, attraverso l'uso della tecnologia (disponiamo di Lavagne Interattive Multimediali in tutte le classi e la scuola è interamente cablata), la gestione di gruppi di lavoro e apprendimento individualizzato.
  1. AMBIENTI PER L'APPRENDIMENTO
La cura degli ambienti indoor (laboratorio scientifico, artistico, multimediale, aula magna...) e outdoor (spazi verdi, orto didattico, palestra regolamentare) è strettamente legata al benessere della persone e stiamo lavorando senza sosta per migliorare gli spazi, con il contributo attivo dei genitori del Progetto TIPS (Tutti Insieme per la Scuola).
  1. SOSTEGNO ALL'ISTRUZIONE
La nostra Scuola lavora per accogliere: ci facciamo carico delle difficoltà di apprendimento e di relazione attraverso interventi mirati, con l'aiuto di professionisti e di esperti, ma soprattutto valorizzando le risorse interne, docenti in continua formazione sulle tematiche dei Bisogni educativi Speciali. Pur non essendo una scuola inserita in area a rischio, lavoriamo per rimuovere le cause del disagio e della dispersone.


LE NOSTRE REGOLE

Il rispetto e l'attenzione nascono spontanei dove c'è la gioia di stare insieme come il caos e la distrazione nascono spontanei e giacciono latenti dove la coercizione si traveste da stile educativo. Maria Montessori

TIPS Tutti Insieme per la Scuola
Per educare un bambino ci vuole un intero villaggio (proverbio africano)
Con questo progetto i genitori contribuiscono a migliorare la nostra scuola, impegnando il loro tempo libero e le loro competenze professionali mettendole a servizio delle necessità della scuola, dalla piccola manutenzione all'offerta di lezioni e di laboratori gratuiti.

LEARNING BY DOING
Imparare è un'esperienza, tutto il resto è informazione (A. Einstein)
Imparare facendo: vi presentiamo i progetti attraverso i quali i nostri alunni imparano impegnandosi attivamente e in prima persona
BABY SINDACO
Riproduciamo i meccanismi e le procedure della democrazia elettiva all'interno dell'istituzione scolastica: abbiamo un Baby sindaco e degli assessori che ci rappresentano nelle manifestazioni e negli eventi pubblici.
CINEFORUM E LEGALITÀ
Affrontiamo le tematiche della legalità, della lotta alla mafia e alla discriminazione attraverso lo strumento del cineforum.
AMBIENTE E SALUTE
Educhiamo i ragazzi a una vita sostenibile e in salute attraverso diverse iniziative (Festa dell'albero, orto didattico, lezioni specialistiche, progetti in collaborazione con l'ASP...)
CONTINUITÀ E ORIENTAMENTO
Iniziative di accoglienza degli alunni in ingresso e di orientamento per gli alunni in uscita.
IMPARIAMO VIAGGIANDO
Per conoscere davvero qualcosa, infatti, è utile sapere certo, ma è indispensabile farne esperienza. Così il viaggio è un'occasione unica di immergersi nell'esperienza di una terra, di un popolo, di una storia, di un fenomeno. Proponiamo a tutte le età visite didattiche e in particolare il viaggio in Italia per le seconde e il viaggio all'estero (quest'anno a Barcellona) per le classi terze di scuola secondaria.

I NOSTRI FIORI ALL'OCCHIELLO
GIOCHI SPORTIVI STUDENTESCHI
In collaborazione con il CONI e le in convenzione con le Federazioni Nazionali proponiamo corsi di pallavolo, calcio, rugby e tiro con l'arco.
LETTORATO DI LINGUA INGLESE E FRANCESE
Fin dall'infanzia, diamo la possibilità ai nostri alunni di conseguire le certificazioni A1 e A2 (con il 100% degli esami superati)
LABORATORIO DI LATINO per gli alunni di terza classe di scuola secondaria.
CORO DE AMICIS
Con l'aiuto di un tenore esperto interno che guida il coro degli alunni.
LABORATORIO MUSICALE
Realizziamo diverse iniziative durante l'anno tra le quali il Musical di Natale. Inoltre proponiamo corsi pomeridiani di pianoforte e chitarra.
LABORATORI di educazione motoria, drammatizzazione e fumetti multimediali per l'Infanzia.
PON Con i Fondi Sociali Europei offriamo ai nostri alunni di primaria e secondaria laboratori di inglese, francese e spagnolo, teatro, educazione alimentare, sport, attività di recupero di italiano e matematica, oltre che corsi per docenti e genitori.


lunedì 18 novembre 2013

Genitori si diventa



Mi rendo conto di non avere più il tempo e la serenità mentale di prima per mantenere in vita questo blog con costanza, ma qui si combatte e la lotta in certi giorni è molto faticosa. Ciononostante non ho alcuna intenzione di mollare, solo avverto i miei lettori affezionati che avranno mie notizie più sporadicamente del passato.
Oggi sono qui per raccontarvi come procede la mia vita di Preside.
Succedono ogni giorno mille cose... alcune davvero belle e significative, altre significative ma non belle. 

Comincio dalle seconde per non lasciarvi con l'amaro in bocca. Mi è capitato, tra l'altro, di dover affrontare un caso di cyberbullismo vero e proprio, con tanto di diffamazione a mezzo informatico da parte di alcuni minori a danno di una compagna. L'episodio è stato scoperto grazia alla mamma della vittima che, in maniera coscienziosa, ha permesso alla figlia di iscriversi a Facebook con la condizione di darle la password. Ignari, invece, i genitori degli aggressori. Se i social network non permettono le iscrizioni dei minorenni, ci sarà un motivo! 

Genitori, non lasciate soli i figli nei meandri della rete! Ci può essere un modo non ossessivo di controllarli, senza impedire loro di vivere... sta a voi trovarlo! Non si nasce genitori, lo si diventa seguendo passo passo i figli e affrontando le diverse problematiche legate alle varie età. Non basta più preoccuparsi della maglia della salute e della dieta dei figli adolescenti, anzi forse è controproducente farlo, ma occorre preoccuparsi della loro crescita. Dal livello biologico occorre fare un salto al livello personale.

Sempre sullo stesso tema la notizia positiva dei genitori che si sono attivamente impegnati, donando il proprio tempo e il proprio lavoro, per migliorare l'ambiente scolastico, contribuendo con lavori di piccola manutenzione, tinteggiatura, cura del verde, riparazioni... Essi hanno dato la loro disponibilità e sono stati organizzati da una docente dell'istituto che assegna loro spazi, tempi  e materiali per gestire quei piccoli lavoretti che gli Enti Locali non riescono più a garantire. A ognuno di loro consegnerò un Attestato di stima e gratitudine:

Il Dirigente Scolastico, a nome della scuola
RINGRAZIA

IL GENITORE________________________________________________________

per aver messo a disposizione della scuola il proprio tempo e il proprio lavoro, contribuendo a migliorare l'ambiente scolastico.
“Ci vuole un intero villaggio per educare un bambino”, dice un proverbio africano: per questo ancor di più a Lei va il ringraziamento della nostra scuola, per aver dato a suo figlio un esempio che non dimenticherà.

Che ne dite?

mercoledì 9 ottobre 2013

Questa non è un'esercitazione!



Già. Anche questa mi doveva capitare. Il terremoto. Quello vero. Piccolo ma vero.
Oggi all'incirca a metà mattinata a scuola abbiamo avvertito tre scosse di terremoto. Segue fase concitata di telefonate a vigili urbani, tra i plessi (quattro!), protezione civile.
Si deve evacuare.
Riscontro diversi problemi: una certa lentezza, un cancello rimasto chiuso da un catenaccio, il megafono senza batterie... Tutti problemi risolvibili di cui ci faremo carico.
Dopo, il delirio: genitori che accorrono perché avvertiti da altri genitori che c'era stato un terremoto, pile di moduli di richiesta di uscita anticipata, adulti che cercano di introdursi a forza per recuperare zaini (non per i libri, ma soprattutto per i cellulari!), frasi sentite per caso ("ma la preside si prende la responsabilità per i cellulari e per tutti i beni lasciati negli zaini?", " ma io perché non sono stato avvisato?"). L'apice: l'insegnante tra le nuvole che candidamente mi dice "ma preside, tanto in caso di terremoto gli alunni scapperanno tutti a caso". La volevo ammazzare.
Ho cercato di spiegare che le prove si svolgono proprio per instaurare abitudini e automatismi; che io non devo avvisare 900 famiglie del terremoto, mentre devo mettere in salvo gli alunni. E che bisogna mantenere la calma e valutare le priorità, tra le quali non c'è la salvaguardia del telefonino.
Da questo momento in poi sommergerò i genitori di informazione, formazione, comunicazione... non voglio dare per scontato nulla.

lunedì 7 ottobre 2013

Cassazione contro Dirigente 1-0



Non ce la si può fa'.
Se la Cassazione il 4 ottobre 2013 sentenzia su una vicenda sorta nel lontano 1995, stabilendo che la scuola che gentilmente apre i cancelli prima del suono della campana, di fatto si "accolla" la responsabilità degli alunni che sostano nel cortile e che qualunque cosa succeda all'alunno ne diventa responsabile poiché è tenuta alle misure organizzative necessarie per garantirne l'incolumità, 
-o ho a disposizione un servizio pre-scuola comunale
-o ho genitori disposti la pagamento di un servizio pre-scuola
-o ho personale in tal numero da poter garantire la sorveglianza

O, ed è questa la soluzione che in mancanza delle prime tre ho dovuto adottare, apro i cancelli 5 minuti prima del suono della campana, piova o non piova.

Non era questa la mia idea iniziale. Avevo predisposto che gli alunni potessero sostare nel cortile antistante l'ingresso in zone prestabilite e che, se avesse piovuto, potessero entrare direttamente in classe. Forse sarebbe stato fuori legge o temerario, ma mi pareva gentile. Senza voler paragonare due situazioni completamente diverse, mi viene in mente che anche i pescatori che sono usciti in mare per soccorrere i naufraghi di Lampedusa erano contro la legge.

Ma il povero dirigente, ha paura dell'avvocato che ogni genitore del terzo millennio sembra avere in tasca tirandolo fuori a ogni occorrenza. Per cui si arrende e chiude i cancelli.

lunedì 30 settembre 2013

Voglio una vita spericolata

(La casa diroccata, da qui) 

Se volete una vita spericolata non scegliete il paracadutismo, né di viaggiare a zonzo per il mondo. 
No, vi basterà vincere un concorso per dirigenti scolastici e fare i presidi! Nello stesso giorno vi può capitare di convalidare un contratto che cambierà la giornata se non la vita di qualcuno che avrà trovato un impiego, rispondere per iscritto a un avvocato sul piede di guerra, dare suggerimenti per la ristrutturazione del un sito internet, confrontare cataloghi di tute e divise, predisporre il programma di viaggio a Barcellona per due gruppi di cinquanta ragazzi per poi richiedere dei preventivi, chiamare il 118 per il malore di un alunno, scrivere al Comune per costringerli a completare i lavori che cominciano e cominciare quelli che tralasciano (niente di urgente, per carità, solo che manca la porta di una classe, le serrande in cinque, i rubinetti perdono tutti insieme, le cassette dei bagni non funzionano, in un plesso ti hanno fatto i lavori che la scuola spettava da anni e però hanno dimenticato di tinteggiare lasciando le aule ricoperte di una sorta di carta geografica incomprensibile... e chi più ne più ne metta). Vi siete stancati solo al leggere? Pensate a me che devo affrontare tutto ciò e per giunta correndo...

martedì 17 settembre 2013

Impressioni dopo due settimane da preside

Ho cambiato lavoro. 

La visione della scuola è improvvisamente cambiata in me. Nonostante avessi collaborato con il dirigente per quattro lunghi e  intensi anni, non è la stessa cosa. La sensazione di essere non a capo, ma come dietro le quinte di tutto è fortissima. Faccio continuamente cose, tutte diverse, a volte sovrapposte, messe in ordine di priorità e pertanto soggette a continui cambiamenti dovuti all'emergere di emergenze più impellenti che sono come lo sfondo del lavoro della scuola, dei docenti che insegnano e degli alunni che apprendono. Un lavoro incompreso dai più, ma fondamentale perché permette di far lavorare bene e al meglio tutti gli altri. Una frase che avevo letto e studiato tante volte, "il dirigente è garante del diritto all'apprendimento degli alunni", comincia per me a essere più comprensibile.



E poi è un lavoro vario: mi occupo di tutto. Sto acquisendo nozioni di edilizia (lo sapevate, che i pannelli di cui sono composti i tetti delle strutture prefabbricate sono di fibra? a me sembravano di cartongesso... Ho imparato il prezziario delle porte di sicurezza e dei maniglioni antipanico, accidenti quanto costano!), di contabilità e di opere pubbliche (ve lo dico con timore reverenziale, sono RUP -responsabile unico del procedimento- di un appalto pubblico, visto che in Sicilia alcuni dirigenti scolastici, caso unico in Italia, avendo avuto accesso a dei fondi europei stanno gestendo l'appalto di opere di miglioramento edilizio delle scuole che dirigono), di codici alfanumerici per la classificazione delle disabilità (triste sapere che ad essi sono legati le assegnazioni sempre più esigue di insegnanti di sostegno), di sostegno psicologico a chi si trova in un momento di stress lavorativo, sempre in agguato nelle scuole...

Insomma, sono come l'olio che facilita lo scorrere degli ingranaggi. Che ve ne pare come paragone?

sabato 7 settembre 2013

"Questa non è un'esercitazione..."

Lo avevamo studiato e ce lo avevano detto... "il dirigente è l'unico ad avere la visione a 360° della scuola". Solo che dopo una settimana e con grande fatica i 360° si confondono e si affastellano nel cervello in un turbine caotico. Nomi, funzioni, referenze, problemi risolvibili e non, lacune, mancanze... riunioni, dati, riposte da dare. In continuazione.
Però ho preso possesso della scrivania e dell'ufficio, poggiano sassi, conchiglie, libri antichi, candele qua e là. Ho appeso dietro le mie spalle la tela di un particolare di Matisse regalatomi dalle mie ex colleghe di arte e la stampa donatami da Sybille su I diritti dei bambini a scuola...


Giovedì ho anche scaricato mozilla sul computer, che per i primi giorni sono riuscita solo ad accendere a inizio giornata e a spegnere prima di andarmene (!). Ah, e facendo il giro dei plessi ho fotografato con il cellulare i possibili motivi legati alla sicurezza per cui potrei rischiare il carcere... Su questi la mia visione è molto chiara! ;-)

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