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mercoledì 9 settembre 2015

Insegnare in 3 D: la borsa magica del prof



Ripartiamo con un nuovo appuntamento con Insegnare in 3 D. Con Laura, che ci parla del suo originale modo di insegnare. Oggi in particolare, vi introdurrà ai segreti della sua borsa magica... Le lascio volentieri la parola:
Mi hai parlato dell'idea di realizzare un role play con l’aiuto di una borsa magica, di cosa si tratta?
Ormai manca poco per tornare tra i banchi – almeno spero visto la mia condizione di precaria - e mi è tornata voglia di condividere con voi uno dei miei trucchi da prof preferito: la borsa magica.
Avere l’attenzione di una trentina di ragazzini non è sempre facile. Una borsa – meglio se appariscente – da riempire di volta in volta con oggetti diversi può essere un valido aiuto. La mia borsa magica non poteva essere che questa:
Kitsch ma …eloquente!
A cosa serve una borsa piena di oggetti?
  • A presentare il lessico in 3D - per non dimenticare il punto di partenza di questi post.
  • A garantire la dimensione ludica e coinvolgere anche gli studenti più deboli.
  • A facilitare l’uso dell’inglese anche come lingua veicolare. Tutte le istruzioni per l’attività che riporto poco sotto possono essere date in inglese. Mi riferisco ad istruzioni come: close your eyes and pick an object / what’s in my bag / make a guess… L’espediente della borsa aumenta l’attenzione ed il coinvolgimento degli alunni e rende facilmente intuibile il significato di alcune delle frasi usate.
  • A…far saltare fuori dalla pagina quei Role Play che i libri di didattica presentano come strumenti infallibili per sviluppare le competenze comunicative dei nostri studenti ma che, diciamoci la verità, rimangono spesso dialoghi da imparare a memoria fuori contesto, incapaci di coinvolgerli.
Piccola nota: il role play è considerato uno strumento di valutazione. È bene quindi farlo precedere da una fase di presentazione e familiarizzazione di una data situazione comunicativa.

Vuoi farci qualche esempio di lezione?
Il Lessico
Uno dei role play più comuni proposti dai libri di testo è quello che porta i nostri studenti Al Ristorante. Personalmente non saprei realizzarlo senza la mia borsa magica:
Solitamente lo propongo dopo aver affrontato con la classe le formule di cortesia con Would: What would you like to have? I’d like a pizza!
Quando ritengo che gli studenti ne abbiano avuto abbastanza di esercizi per memorizzare questo uso di would, faccio (ri)leggere loro il modello di dialogo proposto dal libro. Ce n’è sempre uno che riguarda un bar o un ristorante. A questo punto creo un po’ di suspense per la lezione successiva: “Ragazzi, la prossima volta andiamo davvero al ristorante. A casa provate a ripassare i nomi in inglese degli oggetti che, secondo voi, potrebbero servirci”.
Se necessario, in caso di classi poco motivate, chiedo di completare uno spidergram di questo tipo:

La volta successiva mi presento in classe con la borsa. Faccio un po’ di scena. Libero la cattedra da qualunque cosa la ingombri. Chiamo alla lavagna uno studente e gli chiedo di disegnare la superficie di un tavolo. E, alle estremità opposte della lavagna, due colonne per segnare i punti della squadra A e della squadra B (un po’ di sana competizione aiuta sempre).
Io intanto formo le due squadre e comincio a girare per la classe chiedendo ai ragazzi di chiudere gli occhi e pescare un oggetto dalla borsa. Tutto in inglese così ripassiamo anche altro.
Se lo studente conosce il nome dell’oggetto la squadra guadagna un punto. Altrimenti tocca all’altra squadra. L’oggetto intanto viene disegnato alla lavagna, appoggiato sulla cattedra e “nominato”.
Alla fine dico qualcosa tipo:
Well, well! We’ve just set the table! And now let’s go to the restaurant!

E poi come continua il gioco?
Alla lavagna ci sarà qualcosa del genere:
intanto la nostra competizione è passata in secondo piano …nessuno si cura più dei punti segnati! La scena per il nostro ROLE PLAY è quasi pronta.
Tra gli oggetti della mia borsa ci sono anche due grembiuli:
Anche questi orrendi a vedersi ma funzionali. Chiamo uno studente per squadra – i primi a fare il role play dovrebbero essere studenti bravi in modo tale da fornire in tempi ragionevoli un buon modello alla classe, e gli chiedo di scegliere se essere il cameriere di un ristorante irlandese o inglese (Oddio! Un “ristorante inglese” è quasi un ossimoro, ma cosa non si fa per la didattica!)
Insieme al grembiule, che devono indossare, i due camerieri ricevono anche un menu e lo leggono alla classe: il menu inglese contiene parole come porridge o pudding; il menu irlandese parole come …potatoes: Mashed potatoes / potatoe bread / fish and chips, that is…fish and potatoes!
E così il tributo a quell’altra parte della materia che insegno, la civilità inglese, è pagato. Del resto, gli studenti sono più interessati agli aspetti culturali che alla lingua in sé.
Ma torniamo alla borsa che, dettaglio non specificato prima, conteneva dei doppioni – 2 bicchieri / 2 coltelli ma solo una cannuccia ad esempio, solo un tovagliolo. Sulla cattedra ci sono quindi due coperti incompleti.
A questo punto due studenti vanno al ristorante. Spiego loro cosa mi aspetto che facciano. Alla lavagna scrivo: salutare il cameriere, richiedere un tavolo, ordinare, richiamare l’attenzione del cameriere, richiere l’oggetto mancante, chiedere il conto.
Le coppie, ciascuna formata da un cameriere e un cliente, hanno qualche minuto per assicurarsi di saper fare queste cose. Possono eventualmente consultarsi con le rispettive squadre.
Alla fine, la classe decide quale coppia di studenti è stata più brava.

E basta un'ora per un'attività del genere?
Solitamente una lezione di un’ora è sufficiente per questa attività. È chiaro che solo alcuni studenti realizzeranno il role play.
Nella gestione dei tempi è fondamentale non lasciarsi prendere la mano dalle immancabili digressioni. È bene scegliere in anticipo il lessico e le funzioni grammaticali/ segmenti linguistici da fare usare. E non assecondare troppo le curiosità degli studenti a meno che non siano davvero pertinenti, magari, ricordare loro che per questa attività avranno un voto sul registro!

E assegni compiti per casa?
Solitamente consistono nell’aiutare mamma e /o papà ad apparecchiare la tavola almeno fino alla prossima lezione di inglese. Durante la prossima lezione uno studente della squadra A sfiderà uno studente della squadra B per vedere chi riesce a ricordare e a fare lo spelling di più oggetti. In caso di pareggio vince lo studente che riesce ad ampliare il campo semantico con oggetti non contenuti nella borsa …o qualcosa di simile. Si può anche far ripetere il role play anche se, personalmente, preferisco introdurre situazioni sempre nuove.
Il divertimento (oops!)... l’apprendimento è garantito!

Cos’altro può contenere la tua borsa?
  1. Frutta – io uso il set di stoffa dei miei figli ma si può anche portare della frutta vera!
Role Play: At the Grocery shop – uso di How Much / How may
  1. Animali – piccoli peluche/ lego / ecc.
Role Play: Guess what is my favourite animal? – uso di aggettivi e parti del corpo
  1. Un foulard da Zingara e una sfera di cristallo
Let’s meet a fortune teller – futuro con Will

E voi? Cosa ne pensate? Avete suggerimenti? Quale role play vi diverte realizzare con i vostri studenti? Quali sono, secondo voi, gli elementi che ne assicurano la riuscita?

mercoledì 28 gennaio 2015

Insegnare in 3D: Oltre il libro

Da cosa nasce cosa. Da oggi a scadenza variabile ospiterò sul blog i contributi di Laura, professoressa anzi teacher (insegna inglese alle medie, ma non solo)... Avrete modo di conoscerla da ciò che vi racconterà del suo modo di insegnare. Per ora vi posso dire che è passata dalla scuola che dirigo come una meteora (o, sperando in un ritorno, come una cometa), insomma come supplente. Dopo qualche settimana si è presentata in presidenza per chiedere se poteva organizzare un pic nic in inglese nel prato della scuola. Mi ha brevemente spiegato che voleva proprio realizzare una colazione sull'erba e conversare con gli alunni solo in inglese, in modo da arricchire il loro lessico in modo naturale. Evviva! - ho pensato. Da qui il passo è stato breve a parlare di flashcards, Montessori... A proposito i suoi figli hanno frequentato la scuola montessoriana... ma a Singapore! Insomma, vi ho incuriositi? 




Oggi cominciamo parlando di libri di testo: Laura, cosa pensi dei moderni libri di testo e dell'uso delle tecnologie?

L’editoria scolastica ha fatto passi da gigante negli ultimi anni. I nostri volumi sono sempre più colorati e coinvolgenti, quasi tutti ormai pensati per essere testi misti da usare con l’ausilio delle tecnologie più moderne, LIM* in testa. Eppure, io continuo ad avere la sensazione che persino la modernissima e bellissima LIM rappresenti un approccio bidimensionale ai contenuti e che, almeno nell’insegnamento delle lingue, basterebbe molto meno per aggiungere una dimensione all’apprendimento in classe. Realizzare il learning is experience che ispira questo blog è forse meno complicato di quanto si pensi.
C’è un’espressione inglese che mi piace molto: JUMP OFF THE PAGE. Per i non addetti ai lavori, la si usa per descrive qualcuno – studenti soprattutto – in grado di impressionare. A me invece piace pensare che sia la lingua a dover saltare fuori dalle pagine ed impressionare gli studenti. Così, quando preparo le mie lezioni, mi chiedo come fare per staccare le parole, le strutture grammaticali, le funzioni comunicative dalla pagina del libro e consegnarle in 3D ai ragazzi.

La tua idea di insegnamento in 3D è un altro modo di chiamare lo "studiare con le mani" o hands on learning di cui ho parlato spesso in questo blog. Quali strumenti possono trasformare l'insegnamento e l'apprendimento da bi a tridimensionale?

Alcuni, lo vedrete, sono strumenti vecchi come Matusalemme, altri sono idee rubate ad amici e colleghi conosciuti nel corso degli anni… anni nei quali ho vestito i panni dell’insegnante – per studenti dai 3 ai 70 anni, in Italia e all’estero – ma anche e soprattutto i panni della studentessa – in questo caso intenta a studiare più i professori e le loro tecniche che le loro discipline!
Ma basta preamboli e presentazioni, queste pagine hanno un obiettivo: condividere tecniche e attività già collaudate in classe. Leggete e, soprattutto, condividete i vostri teaching tips …it’s sharing time!

... quindi cosa vuoi condividere con noi oggi?

OGGI PARLIAMO DI: FLASH CARDS
Confesso che è una delle mie attività preferita per introdurre vocaboli nuovi. Ed ecco perché:
  • sono facili da preparare e da adattare ad ogni lezione o al periodo dell’anno: a ottobre flash cards di halloween, a dicembre flash cards natalizie; mentre studiamo gli uncountable flash cards sul cibo!
  • sono adatte a tutti gli stili apprenditivi. Particolarmente utili per aiutare ragazzi con difficoltà dell’apprendimento o semplicemente per coinvolgere gli studenti che tendono ad isolarsi / distrarsi; Se opportunamente usate – e vorrei dire dosate – garantiscono piccoli successi impensabili per gli studenti più deboli e possono trasformarsi nei primi passi verso l’autostima e la motivazione intrinseca.
Solitamente preferisco preparare io stessa le flash cards di cui ho bisogno. Stampate delle immagini colorate su cartoncino ed il gioco è fatto. Potete decidere se indicare sullo stesso lato o su lati diversi l’ortografia della parola. Lo spelling, specie per una lingua non trasparente come l’inglese, ha solitamente l’effetto di intimorire gli studenti, va quindi introdotto, ai livelli elementari, in un secondo momento.
  • sono un’ottima strategia di memoria e possono essere reimpiegate in mille modi:
    • Show and tell: l’insegnante mostra la carta e lo studente pronuncia l’oggetto che vi è raffigurato; si può partire con un numero minimo – 6 carte – ed aggiungere una o due carte ad ogni nuovo incontro. Senza che l’insegnante faccia nulla per introdurre competitività gli studenti cercheranno di indovinare il maggior numero di flash cards possibile, e la volta successiva di superare il proprio record personale. In questa versione, possono essere usate per creare una mini routine in classe – anche questa un piccolo accorgimento per aiutare la gestione della classe. “Per tutto il mese di ottobre cominceremo e finiremo le nostre lezioni giocando per 2 minuti con le flash cards. Siete pronti?” …ovviamente quando si fanno di questi annunci, proprio come facciamo con i nostri figli, è bene essere coerenti e mantenere la parola data.
    • Show and tell + spelling. Una sorta di spelling-bee con l’ausilio delle immagini. Perfetto per un gioco in squadre.
    • Teacher says: distribuite le carte e poi chiedete agli studenti di alzarsi solo se posseggono la flash card con la parola pronunciata dall’insegnante.
Può essere utilizzato per esercitarsi con le richieste: Assicuratevi che tutti gli studenti abbiano una carta tranne uno. Fate partire un cronometro. Lo studente che non ha carta inizia il gioco chiedendo: Can I have the bag, please? Allo scadere del tempo, lo studente rimasto senza carta avrà perso!
    • Sentence builder. Adattabile a qualunque aspetto grammaticale o tempo verbale voi stiate spiegando. Io l’ho provato con il verbo avere. Distribuite poche carte e chiedete agli studenti di fare delle frasi. Cominciate voi la catena chiedendo: Has Francesca got a cat? Uno studente risponde: No, she hasn’t. She has got a dog. /She hasn’t got a cat. Luca has got a cat and a rabbit,
    • Last but not least, sogno di avere un giorno un’aula abbastanza grande – o una classe poco numerosa! – per poter sperimentare un Touch and go di questo tipo:


L’ultima serie di flash cards create quest’anno ha riscosso notevole successo tra i miei studenti di scuola media e tra i miei figli... le trovate qui.
Io ho selezionato le 12 parole per me più significative. E ho creato delle flash cards duple face: solo immagine da un lato/immagine e parola dall’altro.

Ci hai dato tanti spunti, che possono essere utili anche per chi fa homeschooling. Di cosa ci parlerai la prossima volta?

Vorrei parlare di magic bags; role plays; just English, please! e …del perché studenti di ogni età dovrebbero continuare a canticchiare e ballare la lingua piuttosto che appiattirla in un’interminabile serie di esercizi strutturati!

Nel frattempo, se avete domande e curiosità o osservazioni non esitate a lasciare il vostro contributo nei commenti.

sabato 26 dicembre 2009

Self-learning English

foto di EO1 (Flickr)

Da tempo mi dico che devo perfezionare il mio inglese. Soprattutto arricchire il lessico e migliorare la pronuncia... Adesso non ho più scuse: ho trovato delle risorse on line che mi aiuteranno nell'arduo compito.
Ecco le più utili, a mio avviso:

1) Links di PodCards: si tratta di una serie di lezioni da scaricare (in pdf e in mp3) accompagnate da esercizi che vi aiuteranno a imparare o a tenere vivo il vostro spoken english, ma il sito in questo momento (come mi è stato segnalato) dà dei problemi di accesso. Da esplorare con calma la sezione di links utili.

2) English for everyone: qui troverete, divisi per argomenti, moltissimi esercizi interattivi liberamente scaricabili o stampabili.

3) My english Grammar: una grammatica in inglese molto semplice visivamente gradevole.

4) E poi una vera e propria miniera: Learn english. Per prima cosa, cliccando due volte su ogni parola si apre la pagina corrispondenete di word reference che traduce e spiega il vocabolo. Inoltre c'è di tutto: un test per saggiare il proprio livello di partenza, possibilità di iscriversi a un forum e a una chat, la pagina del giorno (con la citazione del giorno, la parola del giorno, la notizia del giorno...), 263 giochi, tutto con un continuo update... non credo si possa desiderare di più!

Altre risorse:
-a little Brit of us, un blog di un'insegnante
-corso base con speaker inglese
-say again, please, un altro blog molto interessante di un ragazzo trasferitosi in Inghilterra
-english for all: raccolta di brevi video, recitati da ttori inglesi in situazioni di vita quotidiana, che si possono ascoltare, rileggere ed esaminare dal punto di vista delle regole grammaticali.
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