Dopo aver aperto le ostilità con i compiti insensati o quanto meno inutili e averne proposto qualcuno più interessante, continuo su questa scia, consigliando al contempo un libro:
Questo simpatico libro - accattivante anche dal punto di vista grafico - mi ha ispirato diverse idee. Concordo pienamente con l'autrice, Luisa Mattia, quando afferma che le storie stanno dovunque e noi ci stiamo dentro. Le storie hanno bisogno di essere scoperte e raccontate. Le storie bisogna saperle trovare. In una tasca magari... (p. 6)
Eh, già.
Avete provato? Cosa raccontano di voi le vostre tasche? O le tasche delle vostre borse? Uno scontrino dimenticato, un biglietto del bus, un appunto con un numero di telefono, se opportunamente ascoltati, hanno una voce da far sentire. Il primo compito potrebbe essere: racconta la tua tasca.
Il tema tradizionale comincia da un foglio bianco? Non nel nostro caso. Noi chiederemo ai nostri alunni di strapparlo in pezzi, diversi per forma e dimensione e poi su ogni pezzo scriveremo una parola, quella che il pezzo ci suggerisce con la sua sagoma. Quelle parole saranno l'ossatura della nostra storia: parole in pezzi.
E poi, siete capaci di riassumere una storia in 140 caratteri, vale a dire in un sms? Proviamoci: con Cappuccetto Rosso o con Cenerentola... 140 caratteri per raccontare una fiaba.
Riscrivere storie, del resto, è un'arte nobile: prendine una molto conosciuta, la storia de La piccola fiammiferaia, per esempio, e riscrivila! Immagina che la bambina viva nella tua città, dalle un'altra possibilità... come del resto hanno fatto grandi scrittori come Rodari o la Pitzorno.
Oppure puoi prendere spunto da diverse cose: da un titolo di giornale (storie pescate da un giornale o ritaglia il titolo), da un pensiero rabbioso (La prof mi mette voti bassi... tira fuori la rabbia), dai tarocchi i cui personaggi possono diventare altrettanti attori della nostra storia (una storia dai tarocchi: lo ha fatto Italo Calvino, mescolando le carte, affiancandole a caso e a partire dalla sequenza cominciando una storia).
Possiamo anche chiedere all'alunno di partire dall'invenzione di un mondo, di uno scenario in cui la storia si snoderà: lo potrà realizzare con un diorama, con un disegno, con una mappa (come per la Terra di Mezzo di Tolkien).
A questo punto siamo in grado di riflettere insieme agli alunni (o ai figli) su cosa sia una storia, su quali siano i suoi elementi salienti o i suoi ingredienti imprescindibili.

