Visualizzazione post con etichetta math. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta math. Mostra tutti i post

lunedì 17 marzo 2014

#PiDay2014 nella mia scuola



Una festa della matematica? Questa più o meno la domanda che esprime una sottile diffidenza quando si propone di festeggiare il Pi greco… Ma io non mi arrendo: ho imparato che la matematica è un linguaggio e come tale deve essere percepito. Non è una bestia nera, non è la materia più ostica… e se una festa del pi greco può essere l'occasione per percepirla come divertente, ben venga!
Dopo l'annuncio, vi dovevo un resoconto di una giornata che è stata interessante per i docenti, divertente per gli alunni e sicuramente da ripetere, visto che chi vi ha partecipato parlava già di "prima" edizione!
La giornata si è svolta con una gara a classi di logica e matematica rivolta alle terze medie, seguita da un merenda a base di… numeri, e foto ricordo con premiazione. Tutto con semplicità ma cura dei dettagli:


Io sono stata davvero commossa dalla dedizione dei docenti e dalla fantasia degli alunni, che hanno decorato le loro t-shirt con il pi greco: qualcuno ha anche aggiunto la scritta "Io sono irrazionale", una classe ha preparato la sequenza dei numeri decimali e una prof ha messo le candeline 3 e 14 su una torta!




martedì 25 febbraio 2014

Pi Day 2014

È degno di ammirazione il pi greco
tre virgola uno quattro uno
anche tutte le sue cifre successive sono iniziali
cinque nove due poiché non finisce mai
(Wislawa Szymborska)

Il 14 marzo sarà il pi greco day. Ne avevo già parlato qui. La festa del pi greco (3,14: si festeggia il 14 marzo visto che in inglese le date si scrivono anteponendo il mese, in questo caso 3, al giorno, il 14) è un'ottima occasione per festeggiare la matematica e per avvicinare al quotidiano degli studenti questa disciplina spesso sentita come ostica.
Le idee sono tante, dalla semplice merenda a base di matematica… (foto da qui)


… anche se ogni torta circolare può essere l'occasione per spiegare questo numero straordinario(da qui):


Biscotti a forma di pi greco (foto da qui), riproduzioni di pasta frolla di alcuni degli infiniti numeri che compongono pi…


Il 14 marzo è anche l'anniversario della nascita di Albert Einstein: sono stati uomini che hanno contribuito a costruire l'immagine matematica dell'universo e della realtà, uomini come noi, come i nostri alunni e raccontare la la loro vita contribuirà a rendere la matematica più umana.
Insomma a scuola cerco di introdurre una tradizione e preparo già idee per l'anno prossimo:
-idee per una celebrazione dal comune di Udine
-la festa della matematica alla Biblioteca comunale di Cremona…

venerdì 25 gennaio 2013

Insalate di matematica per i venerdì del libro



E il sottotitolo recita: sette buffet per stimolare l'appetito numerico. "Tutti voi che avete rotto con la matematica su un banco di scuola e da allora non ne avete più voluto sapere, anche se la cosa non vi è mai andata giù; e voi, che continuate a trovare questa materia irresistibile, ma continuate ad esserne delusi; ebbene, leggendo queste pagine scoprirete che prima di tutto la matematica è un passatempo divertente".
A chi come me si è riavvicinato alla matematica prendendola da un altro verso: ecco a chi questo libro può essere dedicato. Ne ho scritto in diverse salse, ma questa volta vi parlo di insalate! Non c'è un'ordine negli ingredienti: potete assaggiare il libro a bocconi, cominciarlo dalla fine o saltare qua e là. Si spazia dall'algebra dell'orologio ai frattali del cavolo, dagli anagrammi alla scacchiera.
Negli anni successivi ne sono usciti altri due volumi di due autori diversi. Buon appetito quindi!
P.S. Approfitto per invitarvi ai Techable Moments, ultimamente qui non commenta e non partecipa più il simpatico e variegato gruppo di sempre, dove siete finiti?

mercoledì 14 dicembre 2011

Pinterest in a nutshell: food and learning


Ritorno su due passioni: Pinterest e il rapporto tra apprendimento e cibo. Imparare attraverso il cibo, usare il cibo come strumenti didattico è il non plus ultra dell'approccio hands on, con le mani in pasta appunto.

Oggi vi propongo diverse idee:
1) le fasi lunari ricostruite con gli Oreo, Oreo moon phases:


2) un modello di cellula-crostata, a cell cake








3) la bistecca di Moebius, Moebius steak






Sono idee fantastiche, quanto mi piacerebbe avere a scuola un laboratorio dove poter fare qualcosa del genere!
E voi, avete altre idee da segnalarmi? Su Pinterest o altrove: indicatemele con un link nei vostri commenti e io le copierò nel post...

Suggerimento da Sybille: dolce del sistema solare

domenica 20 marzo 2011

Men at work

Un po' di brico-matematica... l'anello di Moebius:
A bit of bric-math ... the Moebius strip:


Un po' di preparazione per l'imminente viaggetto a Venezia:
A little preparation for the upcoming trip to Venice:










Questo post partecipa a:

lunedì 14 marzo 2011

Happy Pi Day!



Oggi è la ventiduesima Giornata Internazionale del Pi greco, il numero che esprime il rapporto fra la misura della circonferenza e il suo diametro, corrispondente al numero 3,14... (marzo, 14 tradotto in data secondo la grafia anglosassone)... Oggi ricorre anche l'anniversario della nascita di Albert Einstein, motivo in più di gioia per il mondo scientifico.
La Pi Pie è parte integrante della celebrazione: Larry Shaw, l'ideatore dell'iniziativa ha infatti cominciato a festeggiarla con torte alla frutta a tema e un girotondo intorno all'edificio dell'Exploratorium di San Francisco, che dedica al celebre numero una pagina molto divertente.


Ma perché festeggiare un numero? Il matematico Gardner diceva che il pi greco, correttamente interpretato, contiene tutta la storia dell'umanità. Sono speciali le parole della Risoluzione H.RES.224 della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti d’America, con cui il Pi Day è stato proclamato Festa Nazionale:


Poiché la lettera greca Pi è il simbolo del rapporto tra la circonferenza di un cerchio e il suo diametro;
Poiché il rapporto Pi è un numero irrazionale che va avanti all’infinito senza ripetizioni ed è stato calcolato a più di mille miliardi di cifre;
Poiché Pi è una costante che ricorre sovente, studiata nel corso della storia ed è centrale sia in matematica che in scienza e ingegneria;
Poiché matematica e scienza sono parte cruciale nell’istruzione dei nostri figli e i i bambini che vanno meglio in matematica e in scienze avranno un profitto migliore;
Poiché una predisposizione per la matematica, la scienza e l’ingegneria è essenziale in una società fondata sulla conoscenza (...)
Poiché matematica e scienze possono essere una parte interessante e divertente nell’istruzione dei ragazzi, e studiare il Pi greco può essere un modo affascinante per insegnare la geometria ai ragazzi e attirarli così verso lo studio delle scienze e della matematica...


foto da qui

venerdì 11 marzo 2011

La prof di matematica ci aggiorna

Un aggiornamento dalla prof Pi Magna Grecia, in un momento particolarmente fervido di attività, con l'approssimarsi di una data clou per il mondo matematico mondiale, il Pi Day, cioè la celebrazione del pi greco.
Si sta avvicinando una data particolare, quella del 14 marzo... ci puoi spiegare l'importanza di questa data per il lavoro che stai facendo in classe?
Come tutte le cose carine, anche questa è nata per caso.
Alla fine di ottobre abbiamo studiato la circonferenza e il cerchio ed è venuto fuori questo strano numero che ha un nome proprio. Ho detto loro che ha una lunga storia, che è diverso da tutti quelli finora studiati e che... ha perfino un compleanno! Sul momento abbiamo detto che avremmo festeggiato anche noi, magari con una torta.
Qualche settimana fa uno di loro ha detto “il 14 marzo si avvicina, non avevamo detto di fare qualcosa?”. Ho rimandato loro la palla dicendo che aspettavo idee e proposte.
Dopo qualche giorno mi hanno proposto indovinelli, “monopoli matematici” e “giochi dell’oca” a quiz. Come non sostenerli, spronarli, guidarli?
Quali attività state preparando?
L’idea del momento, che ormai è abbastanza vicina ad essere definitiva, è quella di accogliere le altre classi predisponendo la nostra aula come una specie di luna park, una fiera con tante bancarelle.





Ci sarà: il banco delle “formule calamitate e scaletta indovina”; quello di chi vorrebbe “capirci un tubo”; quello della “storia antica e giochi nuovi”; quello dei “quiz tremendi”; l’angolo dei “quiz rapidi al computer”.
Chi si avvicina è invitato a giocare per vincere un buono che gli darà diritto di ritirare una “dolcezza matematica” presso l’apposito stand.
Il tutto arredato in tema e con un’esposizione di “gioielli in pi greco” confezionati con amore.
Vi assicuro che mi sto divertendo un mondo, che mi ritrovo spesso con le lacrime agli occhi vedendo le mie “creature” divertirsi ed entusiasmarsi per cose che di solito fanno venire la barba lunga fino ai piedi.
Vi chiedo idee e suggerimenti, ma anche una “preghierina” affinché tutto vada bene e i miei ragazzi possano portare per sempre un bel ricordo di questa avventura.
E nel corso che fai di pomeriggio, il Progetto Qualità e Merito, cosa stai sperimentando?
Per chi non lo conoscesse, il Progetto Qualità e Merito (PQM per gli amici), proposto dal ministero e finanziato con fondi europei, nasce dalla triste constatazione che i nostri quindicenni non sono bravi né in matematica né in italiano.



Si tratta dei pessimi risultati delle prove OCSE – PISA che testano le competenze dei nostri quindicenni, ovvero come questi riescono ad (a non) applicare le conoscenze acquisite a scuola a situazioni di vita vissuta.
Io ho iniziato lo scorso anno con una prima media. La classe è stata divisa in due gruppi che si sono alternati per due giorni a settimana.
Con un gruppo abbiamo superato un grande tabù imparando ad usare la calcolatrice in maniera costruttiva e consapevole, senza tralasciare di giocarci un po'. In seguito abbiamo giocato con le simmetrie disegnando figure al computer e costruendo bellissime girandole di carta.
Con l’altro gruppo abbiamo imparato a leggere ed interpretare dati e poi abbiamo elaborato delle nostre indagini ponendo domande ad altre classi che dovevamo rincorrere per tutta la scuola (dopo un po’ ci evitavano come la peste).
Come ultima attività abbiamo fatto una cosa molto più difficile a dirsi che non a farsi. Meglio, io e la mia collega abbiamo avuto difficoltà a seguire le istruzioni, i ragazzi hanno capito subito cosa fare. Si tratta di un riadattamento “matematico” dell’abitudine di cantastorie della tradizione popolare di alcune aree dell’Angola, ma anche dell’Asia centro-meridionale e della Polinesia. Queste persone, pressoché illetterate, accompagnano il loro racconto disegnando sulla sabbia una serie di punti, ordinati in forma di tabella, e tracciando, in modo obliquo, una linea continua, seguendo determinate regole ed avendo il fine di racchiudere tutti i punti.



L’illustrazione di alcuni tipici disegni (detti SONA)
prodotti da questi contastorie, oltre a catturare l’attenzione degli alunni, li rende partecipi di culture profondamente differenti da quella occidentale e mostra come tali narratori siano capaci di valutare il M.C.D.
Per questo anno abbiamo iniziato a giocare con il tangram e a strapazzare i poligoni con forbici e colla: finiremo per farci amicizia e non ci faranno fare più “brutte figure”!
Continueremo preparando spremute e merende per tutti: una maniera dolce di digerire le proporzioni!
Lo spirito con cui affronto questo lavoro, massacrante ma bellissimo, è quello di dare ai vari Nicholas, Jessica, Mattia,Veronica … le opportunità che hanno i figli di chi frequenta questo blog. Credo fortemente nella scuola pubblica per mille motivi, per questo metto tutta me stessa affinché tutti i ragazzi che mi capitano a tiro riescano ad amare la cultura, vedere quanta bellezza c’è nell’evoluzione della natura e in quella del pensiero umano.
Hai altri libri da consigliarci?
Più che di un libro vorrei parlare di un autore, uno dei miei preferiti, che è venuto a mancare prematuramente qualche mese fa: Denis Guedj, un matematico che scriveva romanzi.
Suo il celeberrimo Il teorema del pappagallo.
La sua ultima fatica è stato La matematica spiegata alle mie figlie, libro che ho proposto da leggere ad alcuni miei alunni (proposta stravagante da parte di un’insegnante di matematica). In mezzo tanti capolavori come: La chioma di Berenice che racconta della biblioteca di Alessandria e dell’avventura di Eratostene nel misurare la circonferenza della Terra nel III secolo a.C.; Zero o le cinque vite di Aémer che rende giustizia e poesia ad un numero così poco considerato.
Sono libri che ho regalato o prestato più volte ad amici a colleghi e nessuno si è mai pentito di averli letti.
Mi auguro succeda a voi la stessa cosa.

martedì 1 marzo 2011

Love of Learning: Fun Math

La matematica è divertente.
Fino a qualche mese fa non avrei mai pensato di poterlo scrivere. E invece...
Il mio percorso è iniziato alla scuola media, quando mi divertivo a risolvere i problemi di geometria, avvertendo il cortocircuito del pensiero che mi portava alla soluzione: eureka!
Poi un lungo susseguirsi di secoli bui, quelli in cui non capivo un accidente, i numeri per me erano diventati una lingua incomprensibile... All'Università, beata tra le mie letture e scorribande nella letteratura italiana, francamente ho dimenticato la matematica...
Poi... con il blog mi si è aperto un mondo, fatto di persone che pur di insegnare qualcosa ai loro figli si mettono a imparare con loro, architettando le strategie migliori per rendere la matematica più appetibile. Probabilmente lo è di per sé, ma come un bel pezzo di arrosto va fatto a pezzi per essere ingoiato e digerito, così vale per la matematica... Un mondo che mi ha fatto apprezzare il lavoro che l'anno scorso hanno iniziato delle mie colleghe con i loro alunni: un percorso laboratoriale che ha reso interessante l'ardua disciplina agli occhi dei ragazzi e divertente anche per le insegnanti stesse!
E ora... Ora sono arrivata a giocare con il tangram, cercandone i segreti, a tracciare kolam e sognare il numero d'oro... ma anche a un progetto di e-book che stenderemo a 4 mani con Pi Magna Grecia, la prof del guest post che ho pubblicato giorni fa (cliccando qui, tutti i post sulla matematica)...
Love of Learning, come sapete, è uno strumento di condivisione di esperienze... esperienze significative nel far scoccare la scintilla della gioia di imparare.
Comincio io:

1) le attività di Bricologica. Trenta oggetti matematici da costruire con le mani (ed. Galapagos), libro che mi è stato prestato da Pi Magna Grecia. Noi abbiamo cominciato dalle mattonelle-puzzle:




Si costruiscono dei quadrati di cartoncino leggero e poi si misurano i punti medi dei lati. Una volta segnati si fanno delle linee irregolari ma non troppo complicate unendo due punti medi vicini. Ecco create le mattonelle che andranno poi accostate: si creano infinite possibilità di disegno! Basterà ruotare, spostare o scambiare le mattonelle e il disegno cambia del tutto!
Lo stesso autore, il matematico Ghattas, ha scritto anche un testo più teorico, ma pur sempre interessante e comprensibile, Insalate di matematica.

2) I libri di Anna Cerasoli. Io ho cominciato a leggere I magnifici dieci, anche questo prestato dalla mia mentore: un nonno in pensione approfitta di tutte le occasioni per coltivare il genio matematico del nipotino... questo è uno di quei libri da leggere ad alta voce ai propri figli!
Sono brevi capitoletti divertenti, conditi con il racconto delle avventure scolastiche del nipote, che si leggono davvero in un batter d'occhio! Il libro fa parte di una trilogia, adatta dai 10 anni, di cui i successivi volumi sono La sorpresa dei numeri e Mr. Quadrato. Ma ci sono titoli adatti anche ai più piccoli, come Io conto e Sono il numero 1...

3) Attività da scovare sul web...
Vi consiglio qualche sito da consultare, ma se desiderate un elenco più lungo potete trovarlo tra i Links Utili, alla pagina 4kids/4family...
-SuperteacherWorksheets, in cui troverete tanti esercizi stampabili divisi per argomento e livelli di difficoltà. Io ho utilizzato quelli sulle frazioni, sono molto simpatici...
-Math Materials, è in tedesco, ma i numeri per fortuna sono una lingua universale, dunque se non capite nell'immediato, basta aprire i links e vi appariranno i materiali!
-Math is Fun, con il dizionario illustrato della matematica e diverse attività e idee divise per settori.

Per partecipare:
-scrivete un post o sceglietene uno che avete già scritto. Inserite il banner o scrivete che partecipate a Love of Learning.
-cliccate sul titolo e otterrete l'url del post
-fate un copia-incolla e inserite l'url nell'apposito spazio di Mr. Linky, premendo Enter

BannerFans.com



Le altre puntate della rubrica qui.


Love of Learning Participants
1. Sybille
2. Catia
3. mammozza
4. tris
5. SignoraProf
6. Caffenero

Powered by... Mister Linky's Magical Widgets.

domenica 20 febbraio 2011

Fibonacci: the Numbers of God



Certe volte accadono delle coincidenze astrali... cerco di spiegarmi:
1) Pi Magna Grecia, il mio mentore nel magico mondo della matematica, mi ha prestato un libro di Anna Cerasoli che tra l'altro parla della sequenza di Fibonacci
2) Sybille pubblica un post su Nature by number inserendo il magnifico video qui sopra

Insomma due chiavi che mi hanno aperto l'accesso a quello che vorrei definire il mio personale approccio alla Matematica. Non è la matematica che hanno tentato di insegnarmi a scuola, in cui le uniche gioie sono state le lezioni sulla geometria euclidea, ma è... La Matematica!
Così, come quando si comincia a cercare qualcosa e appaiono ai nostri occhi particolari che non avevamo mai notato prima, ecco comparire...

Ma può essere davvero un caso che ci sia una corrispondenza perfetta tra la curva del nostro orecchio e la spirale delle galassie, tra il numero dei petali di un fiore e il rapporto tra le falangi delle nostre dita? Quale probabilità statistica doveva verificarsi perché cose talmente distanti tra loro potessero costruirsi casualmente con questa perfezione razionale?

La serie di Fibonacci fu studiata in tutta la storia della matematica e nel periodo rinascimentale grazie a Keplero se ne scoprì il legame con la sezione aurea. Il rapporto tra due numeri consecutivi della serie di Fibonacci approssima via via il numero aureo, che in matematica si chiama phi.
Lo sapete, esiste anche un Museo virtuale della sezione aurea...
Tutto ciò che è comunemente considerato Bello ha un qualche legame con Fibonacci: la Monna Lisa come il Partenone, il Clavicembalo ben temperato di Bach e la perfezione di un viso.

Nel video che segue potete ascoltare una spiegazione in spagnolo abbastanza comprensibile anche per gli italofoni:




Anche questo video è comprensibilissimo pur essendo "scritto" in inglese:



Prof di matematica, armatevi di ananas, cavoli romaneschi, margherite e mostrate le falangi delle dita da ora in poi, chissà che i vostri alunni non cominciano ad amare la vostra materia...

P. S. E poi, ma sapete quanti matematici sono nati in Italia? Guardate questa pagina e lo saprete...

lunedì 14 febbraio 2011

Guest post: la prof di matematica

BannerFans.com

Da oggi qui si fa orario di ricevimento... è mia intenzione infatti ospitare con una certa frequenza le voci di amiche che esprimeranno il loro punto di vista sulle tematiche di cui si occupa il blog. Inauguro questa nuova rubrica con l'intervista a una mia carissima collega (ma per le risate che ci facciamo mi verrebbe da dire "compagna di scuola") che rappresenta ai miei occhi l'altra metà del cielo, quella dei prof di matematica... In un precedente post, ne avevo già parlato, è Collegamica.

Le ho posto alcune domande che penso possano essere utili a tutti, ma come in ogni guest post... se avete altre domande potete porgerle nei commenti e la nostra ospite vi risponderà.

1) Insegni matematica alla scuola secondaria: quali sono le difficoltà maggiori che incontrano i ragazzi nell'affrontare questa disciplina?

Spero di non iniziare con una banalità affermando che la matematica più di ogni altra materia soffre di suscitare emozioni forti, di non ammettere mezze misure: o la si ama o la si odia. In entrambi i casi è un bel guaio. Che mettano addosso una corazza impenetrabile o che la idealizzino, raramente i ragazzi hanno un rapporto sereno con la disciplina. Penso dipenda dal fatto che non capiscono bene quale sia la natura di questa “cosa” che occupa gran parte della loro vita scolastica e che di tanto in tanto tira fuori delle formule magiche. Noi insegnanti non siamo disposti a svelare i segreti più reconditi che stanno dietro queste ricette: forse non sono chiari fino in fondo neanche a noi?




2) Da cosa dipende secondo te la riuscita degli allievi in matematica? Quali fattori possono favorirla o impedirla? Esistono persone "negate" per questa materia così affascinante?

La riuscita (il voto per i ragazzi) dipende da come ciascun alunno riesce a mettere nel pentolone gli ingredienti e tirare fuori la pozione magica.

E’ importante mettersi d’accordo sul concetto di riuscita: da anni sono impegnata in un braccio di ferro con i miei alunni. Per loro, a tutte le latitudini e in tutti gli ecosistemi, la riuscita è ottenere il numeretto che nel libro è scritto al posto di “risultato”. Per me è il processo che li ha portati a ragionare su una situazione, concreta o astrusa, e a mettere in moto la materia grigia per ottenere una qualunque forma di ragionamento. Fino a qualche anno fa

accettavo un procedimento sbagliato come “una piccola noia risolvibile”. Adesso ho cambiato radicalmente punto di vista; con l’esperienza sto imparando a “decifrare” sempre meglio gli errori. Capire perché hanno commesso quel determinato errore e discuterne insieme è il più potente dei manuali per arrivare alla procedura corretta!

Sono poche le persone che affrontano la matematica con la giusta consapevolezza delle proprie capacità (ammetto che anche per me è un percorso in salita) e allora dobbiamo fare iniezioni di fiducia. Come? Invece di imporre loro il processo di studio come un videogioco ad ostacoli del tipo “chiusa una porta se ne apre un’altra”, sveliamo i trucchi che permettono il passaggio da un livello a quello successivo.

Persone “negate”? La discalculia, secondo dati abbastanza recenti, colpisce circa il 2% della popolazione mondiale. A molti insegnanti è venuto spesso il sospetto di averli tutti concentrati nella propria classe per uno strano gioco del destino e della statistica. Quando ci rassegniamo al fatto che ciò è matematicamente impossibile, andiamo a smontare un altro preconcetto. “La vostra predisposizione per il linguaggio è esattamente ciò che vi serve per fare della matematica. […] il pensiero matematico non è altro che un modo specializzato di usare la nostra predisposizione per il linguaggio” sono le parole di K. Devlin, direttore esecutivo del “Centro per gli studi sul linguaggio e sull'informazione della Stanford University” e docente di matematica alla medesima università. Un KO tecnico per chi vuole ancora mettere un muro tra la “cultura umanistica” e quella “scientifica”.

Ancora una precisazione: anche chi soffre di discalculia è in grado di fare matematica, il calcolo è solo una parte (non chiedetemi esattamente quanto) di questa disciplina, tutto il resto sono cellule grigie che si muovono.


3) Di quali accorgimenti didattici hai riscontrato l'utilità per il recupero o il potenziamento delle competenze in matematica?

Praticamente tutti.

Così come non esiste una ricetta per fare la matematica, con più forza non esiste una ricetta per fare didattica della matematica. Mi capita di insegnare su classi parallele: una mattina faccio una meravigliosa lezione sui numeri primi; esco dalla classe ed entro nell’altra, propongo la stessa identica lezione e ottengo un fiasco totale!

Non si può prescindere dalla situazione, occorre conoscere l’insieme delle persone che hai davanti, studiarne i punti forti e quelli deboli e mirare al centro del bersaglio. Ma l’abilità che più di ogni altra aiuta è la capacità (la voglia!?!?) di leggere la reazione del momento, coglierla al volo e trasformarla in una situazione didattica significativa.

Poi condiamo il tutto con le tecniche di cooperative learning e peer education e il gioco è fatto!


4) So che credi in una didattica hands on e prossimamente ci racconterai più dettagliatamente la tua esperienza: come ne hai scoperto l'efficacia? Attraverso quali percorsi?

Il mio primo incarico annuale è stato su un corso lavoratori, in uno sperduto paesino dell’entroterra siciliano. Sono arrivata del tutto priva di esperienza d’insegnamento di qualsiasi tipo. Tutti mi tranquillizzavano: basta che i corsisti, persone adulte, frequentino per almeno 150 ore e poi “gli diamo la terza media”. Ho avuto la fortuna di trovarmi in un team giovane e carico di entusiasmo, che ha avuto la voglia e la forza di ribaltare questo atteggiamento svilente della professionalità dei docenti e dell’impegno dei corsisti. Con le signore abbiamo iniziato a discutere di torte, di pizzi e di maglioni ai ferri. Con i signori, che arrivavano a scuola ancora sporchi di calce, abbiamo fatto i calcoli per impastare cemento, per rivestire i bagni di mattonelle e imbiancare pareti. Il compito d’esame ha trattato delle misure, delle proporzioni, del calcolo delle aree e dei volumi e di altro ancora.

Tutto il resto sta viaggiando come una valanga: speriamo non faccia troppi danni!


5) Questo blog è letto da molte mamme che sono impegnate in una forma di homeschooling part time o full time: quale ricetta suggerisci per supportare i figli nello studio della disciplina che insegni? Come insegnante e mamma di tre figli qual è la tua esperienza in tal senso?

Giocare, sfidare e sfidarsi. Il genitore, al pari dell’insegnate, non è il detentore di un sapere le cui regole si scopriranno solo da adulti. Affrontare insieme quesiti e indovinelli che si trovano ormai dappertutto, accettare di perdere qualche sfida con i propri ragazzi che, con la mente libera e serena, hanno l’intuito che noi abbiamo polverizzato tra un’equazione e una versione di latino.

Impariamo insieme a memoria la tabelline, è davvero importante. Poi leggiamole allo specchio, costruiamoci i quadrati sulle diagonali, trasformiamole in tutti i poligoni e i poliedri che ci vengono in mente e…chi più ne ha più ne metta.

Trovo questo blog una miniera d’oro in tal senso. Offre spunti originali e divertenti in termini di tecniche, permette di discutere, di confrontarci, di raccontarci le nostre esperienze; gli ingredienti ci sono tutti: buon lavoro, pardon, buon divertimento a tutti!

Ringrazio la nostra ospite di tutto quello che ci ha comunicato, offrendoci un punto di vista originale e generoso di dettagli (del resto, da lei non mi sarei aspettata di meno...). Rivolgo a voi che leggete la domanda: cosa ne pensate? Quali riflessioni, domande e dubbi ha suscitato in voi la lettura di quest'intervista? Non esitate a scrivere tutto nei vostri commenti, vi risponderà anche la nostra ospite...

mercoledì 1 dicembre 2010

We are mathematicians!


Non l'avrei mai immaginato, ma il metodo Montessori ha rappresentato per me la chiave per aprire la porta del mondo della matematica, che mi era rimasto da sempre occluso per via della convinzione di non poterla capire...
Bene, oggi ho scoperto... Caleb Gattegno, matematico egiziano inventore dello geoboard (in italiano geopiano), materiale per imparare la geometria. Gattegno è anche l'inventore dei numeri in colore che rappresentano un materiale più astratto delle perle montessoriane e dei Blocchi Multi Base. I numeri in colore, infatti, non presentano la suddivisione in unità ben distinguibili come sono invece le file di perle e come ricordano ancora le scanalature dei Multi Base. Per quanto riguarda il geopiano, però tanto di cappello a Gattegno...
In questa pagina della maestra Elisa troviamo un reportage sullo studio dei poligoni su un geopiano fai da te, con le spiegazioni di come realizzarlo con compensato e chiodi. Una versione più friendly è quella di pinkandgreenmama, di cui ho pubblicato la foto.
In questo sito invece troviamo un geopiano virtuale in cui l'elastico si sposta con il mouse. In quest'altro sito un'altra versione. E qui un'altra spiegata passo passo. Se volete comprarlo già bell'e pronto, su giodicart una versione poco costosa.
Qui un video di utilizzo del geopiano:



Come usarlo, dunque? Sul sito matematita vi sono diversi suggerimenti. Si può comunque cominciare, per i più piccoli, dal copiare delle figure da un geopiano all'altro e poi da un foglio o dalla lavagna al proprio geopiano. Più complicata l'azione inversa, dal geopiano al foglio a quadri in cui il bambino dovrà contare le lunghezze e riprodurle. Il grado di difficoltà aumenterà se devono essere riprodotte figure con angoli obliqui. Si possono anche osservare e studiare le simmetrie, o utilizzare il geopiano per contare, fare somme, sottrazioni, moltiplicazioni. Sarà facile comprendere i concetti di perimetro e area anche su poligoni disegnati in posizione diversa da quella ortogonale a cui siamo abituati dai libri... In questo sito il racconto dell'esperienza di alcuni bambini di disegnare con gli elastici.

Update del 12 dicembre 2010:
Inserisco anche il lavoro di Tajine di pensieri: in questo post racconta di come hanno costruito il loro geopiano, il risultato è molto carino! Brava r@!

venerdì 19 novembre 2010

Memorizzare le tabelline

Queste benedette tabelline!
Piccola studiosa e io ci combattiamo da tempo ma c'è sempre un 6 x 7 o un 8 x 9 che non vuole proprio rimanere in mente...
Così, con le mie rudimentali capacità manuali e semplici mezzi a disposizione ho costruito un memory di ispirazione montessoriana (rispetta il movimento, l'autocorrezione, l'interesse, l'assenza di voto...)

In futuro ne farò una versione quantomeno plastificata, ma per ora giochiamo con questa: i colori usati sono diversi, alcune carte in coppia sono dello stesso colore altre no, il segnale posto accanto al numero conferma che la coppia è ben formata, consentendo di giocare anche da soli come in un solitario alle carte. Preferibilmente è meglio giocare con tre tabelline alla volta, scegliendo prima le carte dal mazzo.
Qui un pdf di una versione da stampare.

Girovagando in cerca di idee ho trovato anche:

-da pappadolce, il mandala delle tabelline e le tabelline psicomotorie

-su MontessoriMaterials/math, il materiale in pdf catalogato come Multiplication Material (in basso a destra)

-su Buntglas, il primo blog di Sybille, segnalo uno splendido guest post di Carmen Gamper introduttivo sulla moltiplicazione, che illustra il materiale delle perle (beats) e il decanomo.

-sempre Sybille ci fotografa un domino per imparare le tabelline: il trimino

UPDATE:

Si può anche semplicemente costruire un domino con rettangoli di cartoncino in cui a combaciare devono essere la moltiplicazione e il risultato corrispondente.

Oppure si possono riempire queste schede: la multiplication table, anche parzialmente compilata, e perché no, un disegno da colorare seguendo la numerazione... Altri disegni qui e qui. Sono proprio quei disegni divisi in settori da colorare seguendo un codice, per risolvere il quale in questo caso si dovranno ricordare le tabelline...

UPDATE GEN 2011

Un suggerimento da Catia di A scuola con Matilde: utilizzare le carte da gioco per il ripasso...

venerdì 7 maggio 2010

50 sites




Condivido con voi una serie di siti, raccolti insieme ad altri nella slideshare presentata, diligentemente segnalata da maestro roberto. Quelli che preferisco sono:

- per costruire diagrammi e grafici (facili e... sexi, dice la presentazione!): Lovelycharts

- sempre per costruire diagrammi: Cacoo

- per disegnare o scrivere sulle mappe di google, per esempio per tracciare un itinerario, facilitare lo studio della geografia o costruire una mappa storica, segnano degli eventi sul luogo dove si sono svolti... anche in italiano (basterà selezionare la lingua!): ScribbleMaps

- per disegnare anche forme geometriche: Flockdraw

- per illustrare delle storie un fantastico sito (Artofstorytelling) in cui si verrà guidati a scegliere il genere narrativo, l'ambientazione, i personaggi (che si possono ingrandire o rimpicciolire una volta sistemati sullo sfondo); si può anche registrare o scrivere il testo da illustrare. In alto a destra, i credits, cioè tutte le fonti, storicamante significative e veritiere, da cui sono tratte o a cui sono riferite le illustrazioni. Consigliatissimo!
Più adatto a bambini piccoli: Story maker

- per creare e condividere un libro sul web (free): Bookrix

venerdì 2 aprile 2010

Contro l'ora di matematica

Mentre stavo per varcare la soglia della scuola, Collegamica (con cui ho condiviso il corso koala) mi ha allungato questo libricino chiedendomi cosa avessi da fare per le incipienti vacanze di Pasqua. Ho guardato il libro e, osservandone le modestissime dimensioni, ho pensato sorridendo che lo avrei letto in poco meno di un pomeriggio. E così è stato. Per le mie doti di lettrice (ebbene sì, leggo assai e volentieri) ma di più per il libro stesso: interessante, rivoluzionario, coinvolgente.
"Perché - si chiede l'autore - non vogliamo che i nostri figli imparino a fare matematica? Forse perché non crediamo in loro? Perché pensiamo che sia troppo difficile? A quanto pare però riteniamo che siano in grado di elaborare riflessioni e raggiungere conclusioni su Napoleone. Perché non possono farlo sui triangoli? Io penso che dipenda semplicemente dal fatto che la nostra civlità ignora che cosa davvero sia tale disciplina" (p. 27).
Qualche pagina dopo (p. 31) aggiunge con semplicità che anche la maggior parte dei docenti di matematica non sa cosa sia la matematica. E dal mio limitato ma reale punto di vista purtoppo non stento a crederlo. "Insegnare non significa fornire informazioni. Vuol dire avere un rapporto intellettuale onesto con i propri allievi (...), la capacità di essere autentici. E, se non si è in grado di essere autentici, non si ha diritto di disturbare dei ragazzini innocenti con la propria incapacità". Il punto non è rendere interessante la matematica, poiché la matematica è un'arte e come tale è interessante. Il punto è che quella che si insegna a scuola è un surrogato della vera matematica ed è questo surrogato a non essere interessante.
Potrei sostituire tutte le volte la parola matematica con la parola grammatica, la cenerentola degli "appassionati di letteratura" che insegnano italiano oggi, e il teorema non cambierebbe.
Le cose si imparano facendole, e ci si ricorda di quelle per cui si prova interesse: Montessori docet. L'interesse per i numeri si può sviluppare giocando a scacchi, come l'interesse per le parole si può sviluppare con i test di grammaticalità. Non è che tutta la tradizione sia da buttare e che ogni alunno possa rifare il lungo processo che ha portato al teorema di Pitagora, ma "il fatto è che le persone imparano meglio quando dal processo scaturisce un prodotto. Non si diventa poeti imparando a memoria una serie di poesie, ma componendone di proprie" (p.43).
Oggi nell'insegnamento della matematica (e della grammatica) "al posto della scoperta e dell'esplorazione, abbiamo regole e norme" (p. 47). Del resto, non è difficile essere d'accordo, la noia dell'ora di matematica è qualcosa che fa parte della nostra esperienza di scolari.
E allora?
L'autore sfodera qui la parte più emozionante del libro: dice cos'è per lui la matematica. "La matematica è qualcosa che si fa" (p.77) La matematica è un'arte che si occupa di oggetti fantastici (i numeri), non esistenti nella realtà e perciò in grado di fare tutto ciò che noi vogliamo. Ma è meraviglioso! Li osserviamo, notiamo schemi interessanti e tentiamo elaborazioni eleganti del loro comportamento. A che serve? A divertirsi. Scoprire una cristallina verità matematica non serve assolutamente a niente. "Il significato profondo è che abbiamo compiuto qualcosa di bello e affascinante (...) per un istante breve e splendido abbiamo sollevato il velo e intravisto una semplice bellezza senza tempo. Non è qualcosa di prezioso?" (p. 101)
Il suggerimento per gli insegnanti di matematica è semplice e diretto: cominciare a giocherellare nella realtà matematica. Del resto, se la materia che si insegna non dà i brividi, non dà emozioni come si può pretendere di trasmetterla?

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...