Da cosa nasce cosa. Da oggi a scadenza variabile ospiterò sul blog i contributi di Laura, professoressa anzi teacher (insegna inglese alle medie, ma non solo)... Avrete modo di conoscerla da ciò che vi racconterà del suo modo di insegnare. Per ora vi posso dire che è passata dalla scuola che dirigo come una meteora (o, sperando in un ritorno, come una cometa), insomma come supplente. Dopo qualche settimana si è presentata in presidenza per chiedere se poteva organizzare un pic nic in inglese nel prato della scuola. Mi ha brevemente spiegato che voleva proprio realizzare una colazione sull'erba e conversare con gli alunni solo in inglese, in modo da arricchire il loro lessico in modo naturale. Evviva! - ho pensato. Da qui il passo è stato breve a parlare di flashcards, Montessori... A proposito i suoi figli hanno frequentato la scuola montessoriana... ma a Singapore! Insomma, vi ho incuriositi?
Oggi cominciamo parlando di libri di testo: Laura, cosa pensi dei moderni libri di testo e dell'uso delle tecnologie?
Oggi cominciamo parlando di libri di testo: Laura, cosa pensi dei moderni libri di testo e dell'uso delle tecnologie?
L’editoria
scolastica ha fatto passi da gigante negli ultimi anni. I nostri
volumi sono sempre più colorati e coinvolgenti, quasi tutti ormai
pensati per essere testi misti da usare con l’ausilio delle
tecnologie più moderne, LIM* in testa. Eppure, io continuo ad avere
la sensazione che persino la modernissima e bellissima LIM
rappresenti un approccio bidimensionale
ai contenuti e che, almeno nell’insegnamento delle lingue,
basterebbe molto meno per aggiungere una dimensione all’apprendimento
in classe. Realizzare il learning
is experience che
ispira questo blog è forse meno complicato di quanto si pensi.
C’è
un’espressione inglese che mi piace molto: JUMP OFF THE PAGE. Per i
non addetti ai lavori, la si usa per descrive qualcuno – studenti
soprattutto – in grado di impressionare. A me invece piace pensare
che sia la lingua a dover saltare
fuori dalle pagine
ed impressionare gli studenti. Così, quando preparo le mie lezioni,
mi chiedo come fare per staccare le parole, le strutture
grammaticali, le funzioni comunicative dalla pagina del libro e
consegnarle in 3D ai ragazzi.
La tua idea di insegnamento in 3D è un altro modo di chiamare lo "studiare con le mani" o hands on learning di cui ho parlato spesso in questo blog. Quali strumenti possono trasformare l'insegnamento e l'apprendimento da bi a tridimensionale?
Alcuni, lo vedrete, sono strumenti
vecchi come Matusalemme, altri sono idee rubate ad amici e colleghi
conosciuti nel corso degli anni… anni nei quali ho vestito i panni
dell’insegnante – per studenti dai 3 ai 70 anni, in Italia e
all’estero – ma anche e soprattutto i panni della studentessa –
in questo caso intenta a studiare più i professori e le loro
tecniche che le loro discipline!
Ma
basta preamboli e presentazioni, queste pagine hanno un obiettivo:
condividere tecniche e attività già collaudate in classe. Leggete
e, soprattutto, condividete i vostri teaching
tips …it’s
sharing time!
... quindi cosa vuoi condividere con noi oggi?
OGGI
PARLIAMO DI: FLASH
CARDS
Confesso
che è una delle mie attività preferita per introdurre vocaboli
nuovi. Ed ecco perché:
- sono facili da preparare e da adattare ad ogni lezione o al periodo dell’anno: a ottobre flash cards di halloween, a dicembre flash cards natalizie; mentre studiamo gli uncountable flash cards sul cibo!
- sono adatte a tutti gli stili apprenditivi. Particolarmente utili per aiutare ragazzi con difficoltà dell’apprendimento o semplicemente per coinvolgere gli studenti che tendono ad isolarsi / distrarsi; Se opportunamente usate – e vorrei dire dosate – garantiscono piccoli successi impensabili per gli studenti più deboli e possono trasformarsi nei primi passi verso l’autostima e la motivazione intrinseca.
Solitamente preferisco preparare io
stessa le flash cards di cui ho bisogno. Stampate delle immagini
colorate su cartoncino ed il gioco è fatto. Potete decidere se
indicare sullo stesso lato o su lati diversi l’ortografia della
parola. Lo spelling, specie per una lingua non trasparente come
l’inglese, ha solitamente l’effetto di intimorire gli studenti,
va quindi introdotto, ai livelli elementari, in un secondo momento.
- sono un’ottima strategia di memoria e possono essere reimpiegate in mille modi:
- Show and tell: l’insegnante mostra la carta e lo studente pronuncia l’oggetto che vi è raffigurato; si può partire con un numero minimo – 6 carte – ed aggiungere una o due carte ad ogni nuovo incontro. Senza che l’insegnante faccia nulla per introdurre competitività gli studenti cercheranno di indovinare il maggior numero di flash cards possibile, e la volta successiva di superare il proprio record personale. In questa versione, possono essere usate per creare una mini routine in classe – anche questa un piccolo accorgimento per aiutare la gestione della classe. “Per tutto il mese di ottobre cominceremo e finiremo le nostre lezioni giocando per 2 minuti con le flash cards. Siete pronti?” …ovviamente quando si fanno di questi annunci, proprio come facciamo con i nostri figli, è bene essere coerenti e mantenere la parola data.
- Show and tell + spelling. Una sorta di spelling-bee con l’ausilio delle immagini. Perfetto per un gioco in squadre.
- Teacher says: distribuite le carte e poi chiedete agli studenti di alzarsi solo se posseggono la flash card con la parola pronunciata dall’insegnante.
Può essere utilizzato per
esercitarsi con le richieste: Assicuratevi che tutti gli studenti
abbiano una carta tranne uno. Fate partire un cronometro. Lo studente
che non ha carta inizia il gioco chiedendo: Can
I have the bag, please? Allo
scadere del tempo, lo studente rimasto senza carta avrà perso!
- Sentence builder. Adattabile a qualunque aspetto grammaticale o tempo verbale voi stiate spiegando. Io l’ho provato con il verbo avere. Distribuite poche carte e chiedete agli studenti di fare delle frasi. Cominciate voi la catena chiedendo: Has Francesca got a cat? Uno studente risponde: No, she hasn’t. She has got a dog. /She hasn’t got a cat. Luca has got a cat and a rabbit,
- Last but not least, sogno di avere un giorno un’aula abbastanza grande – o una classe poco numerosa! – per poter sperimentare un Touch and go di questo tipo:
L’ultima
serie di flash cards create quest’anno ha riscosso notevole
successo tra i miei studenti di scuola media e tra i miei figli... le trovate qui.
Io
ho selezionato le 12 parole per me più significative. E ho creato
delle flash cards duple face: solo immagine da un lato/immagine e
parola dall’altro.
Vorrei parlare di magic
bags; role plays; just English, please!
e …del perché
studenti di ogni età dovrebbero continuare a canticchiare e ballare
la lingua piuttosto che appiattirla in un’interminabile serie di
esercizi strutturati!
Nel frattempo, se avete domande e curiosità o osservazioni non esitate a lasciare il vostro contributo nei commenti.
Nel frattempo, se avete domande e curiosità o osservazioni non esitate a lasciare il vostro contributo nei commenti.

Grazie, grazie grazie!
RispondiEliminaQui siamo in alto mare sia con il francese che con l'inglese.
Avevo pensato alle flash cards ma avevo parua che alle medie i ragazzini fossero già grandi per questo tipo di attività e Matilde storce un po' il naso.
Ma ci proverò e insisterò unpochino a proporgliele perchè a me sembra unmetodo efficace per imparare vocaboli nuovi.
Grazie Tiziana e grazie Laura. Seguirò sicuramente con interesse i tuoi interventi
Grazie a te dell'incoraggiamento! Se hai domande o esigenze particolari chiedi pure...
EliminaComplimenti, spunti notevoli :) Condivido su facebook!
RispondiEliminaGrazie!
EliminaNon potrei vivere senza usare le mie flash cards!
RispondiEliminaVuoi raccontarci come le usi?
EliminaIo le uso principalmente in questi modi:
Elimina1. nomenclatura pura e semplice: mostro la carta e i bambini la nominano (in italiano o in inglese, dipende dall'attività); mi serve per lavorare sull'attenzione e/o sullo sviluppo del linguaggio (l'altro giorno ho proposto una raffica di parole con zeta, erre, ecc)
2. carte che riproducono le sequenze di una storia: come base per il racconto oppure le presento in disordine e i bambini le devono riordinare
3. distribuisco carte con elementi comuni e chiedo di alzarle se nomino un certo criterio (es. colore, forme geometriche, ...)
4. presentazione di carte da cui partire per costruire una storia collettiva (un po' sullo stile delle carte di Propp ma molto adattato alle nostre esigenze.
Io trovo che siano uno strumento importante anche perchè permette di mantenere alta l'attenzione anche in chi ha qualche difficoltà, basta usare qualche piccola strategia tipo estrarle da un finto baule magico oppure chiedere ai bambini di chiudere gli occhi mentre le si cerca e così via.
Naturalmente la mia esperienze è legata ai bambini piccoli.
Grazie! Bellissima questa cosa! Grazie di condividere sul tuo blog, ho letto con interessa la presentazione delle flash cards... (e mi viene subito voglia di prepararne di nuove... )
RispondiEliminaAlla prossima puntata!
;-) Sono sicura che Laura rimarrebbe incantata dal tuo blog di homeschooling...
EliminaMi piacerebbe prendere contatti con homeschoolers per condividere materiale esperienze.
RispondiEliminaCiao😉
3205636195
adele.nigro@gmail.com
3205636195
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